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Formazione proprietà dei sindacati
di Michele Giuliano

La Regione annuncia tagli per 115 mln ma dopo le proteste delle associazioni di categoria ne stanzia 220 per inutili corsi. Per salvaguardare quasi 10.000 dipendenti, 20.000 giovani l’anno mandati al macello

Tags: Formazione



Un passo avanti, due indietro. Nella formazione professionale siciliana oramai lo scenario che si ripete ogni anno da qualche tempo a questa parte è sempre lo stesso. Prima l’annuncio dei drastici tagli poi il puntuale dietrofront quando dipendenti degli enti e sindacati scendono in strada a protestare. Ma protestare poi contro cosa? Contro chi vuole cambiare il sistema clientelare e sprecone del settore formativo? Contro quegli oltre 300.000 giovani disoccupati siciliani, pari al 48,1 per cento (il tasso più alto in Italia dopo la Calabria secondo l’Istat, contro una media nazionale del 38,7 per cento, ndr), che chiedono semplicemente di trovare una collocazione sul mercato del lavoro? E come fare se, sulla carta, la valvola di sfogo più importante sarebbe proprio quella della formazione professionale che però non fa altro che sfornare programmatori di computer, estetisti e parrucchieri? (continua)

Articolo pubblicato il 20 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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