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Ipertensione: 13mila morti l’anno. In Sicilia ne soffre uno su tre
di Oriana Sipala

Secondo i dati dell’Iss, la malattia colpisce il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Una patologia cronica che molti non sanno di avere, controlli necessari

Tags: Ipertensione



PALERMO - La chiamano il “killer silenzioso”. L’ipertensione uccide in Italia 13.000 persone ogni anno. A soffrirne in tutto il territorio nazionale, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, è il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono, inoltre, in una situazione a rischio. A questi numeri si aggiunga quello dei soggetti che non sanno di essere ipertesi. L’ipertensione, infatti, è una patologia cronica che comporta un aumento della pressione sanguigna, la quale si attesta su valori più alti del normale. Non sempre, però, chi ne è affetto se ne accorge.
 
Molti disturbi connessi all’ipertensione, come cefalee, vertigini, dispnea e disturbi della vista, non essendo sintomi specifici della patologia in questione, spesso vengono associati ad altre cause o malattie. Perciò, l’ipertensione può rimanere inosservata per anni, se non addirittura per decenni. Fin quando, nel peggiore dei casi, non arriva un ictus o un infarto cardiaco a rivelare la presenza del problema. Per questo sono molto importanti la prevenzione, l’informazione e la sensibilizzazione.

Chi invece sa di dover fare i conti con l’ipertensione deve mettere in atto una serie di misure per ridurre i rischi a essa connessi. La prima cosa da fare è condurre un’alimentazione sana e ridurre l’assunzione di sale attraverso i cibi. A questo proposito, la dottoressa Santina Cottone, dirigente dell’Unità operativa di frenologia e ipertensione del policlinico universitario Paolo Giaccone di Palermo, raccomanda di non superare i tre grammi al giorno. È importante, inoltre, ridurre o eliminare altri fattori di rischio, come il fumo, l’assunzione di alcol e di bevande gassate, lo stress. Accanto a questi accorgimenti  relativi allo stile di vita della persona ipertesa, spesso si rende necessaria una vera e propria terapia medica. Il medico prescrive al paziente il farmaco più indicato, in base alla gravità della malattia e al modo in cui la persona risponde alla cura.

Oltre alle cure prescritte dal medico, si stanno facendo strada alcuni metodi alternativi e “non terapeutici”, come lo yoga, l’aerobica, il nordic walking, tecniche di biofeedback, che sembrerebbero favorire un rilassamento dei muscoli e un abbassamento della pressione arteriosa. È, invece, da evitare il body building, che provoca la tensione di alcuni muscoli, e quindi risulta essere una pratica non solo inutile, ma addirittura dannosa per gli ipertesi. Bisogna comunque precisare che tali metodi non sono sostitutivi della terapia medica, ma vanno semmai associati a quest’ultima. Il parere e le prescrizioni del medico, infatti, restano centrali per tenere sotto controllo la patologia. Lo avrebbe affermato sempre Santina Cottone, in occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione, che si è svolta anche in Sicilia lo scorso maggio.

La percentuale dei soggetti che soffre di ipertensione in Sicilia sembra essere in linea con quella nazionale. Nell’isola, infatti, la malattia colpisce il 32% di uomini e il 31% delle donne  di età compresa tra i 35 e i 74 anni. Accanto a questi dati, bisogna evidenziare quelli dei soggetti particolarmente  a rischio: il 17% degli uomini e il 13% delle donne presenterebbe per la pressione sistolica (massima) valori compresi tra 140 e 159mmHg e per la pressione diastolica (minima) valori compresi tra 90 e 94mmHg.
 


Prevenzione. Giornata mondiale contro l’ipertensione
 
PALERMO - Misurazione della pressione e consulenze gratuite in postazioni sparse in tutta Italia. Si è svolta lo scorso maggio la Giornata mondiale contro l’ipertensione. In quest’occasione anche la Società Italiana per l’Ipertensione Arteriosa (Siia) ha promosso diverse iniziative in tutto il territorio nazionale. Lo scopo è stato soprattutto quello di informare l’opinione pubblica, di destare la consapevolezza legata ai rischi e all’ampia diffusione dell’ipertensione. Nelle piazze di diverse città, negli ospedali e persino in molti centri commerciali sono state allestite apposite postazioni, in cui si dava alle persone la possibilità di misurare la pressione arteriosa e di ricevere consulenze gratuite. Importante è stata anche l’opera di divulgazione di materiale informativo, fondamentale non soltanto per la cura, ma anche per la prevenzione. Lo stesso è stato fatto in molte scuole, attraverso l’organizzazione di convegni sul tema. Anche ai bambini ipertesi è stata dedicata grande attenzione, con la divulgazione di materiale apposito. L’iniziativa ha avuto un ottimo riscontro anche grazie alla partecipazione diretta di medici, infermieri, volontari della Croce Rossa Italiana, farmacisti, che hanno posto al centro dell’iniziativa la sensibilizzazione, poiché questa si costituisce come il primo passo importante per porre un freno all’ipertensione.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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