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Vincenzo Barone: "La nostra eccellenza sta nella normalità"
Forum con Vincenzo Barone, Direttore generale Centro neurolesi

Tags: Vincenzo Barone



Come si colloca il vostro Centro nel panorama nazionale dell’assistenza e della riabilitazione?
“Ci poniamo all’interno del Servizio sanitario regionale con pari dignità rispetto alle Aziende ospedaliere e Policlinici universitari. In più abbiamo il settore della ricerca che ci distingue nell’ambito specialistico delle Neuroscienze. L’Irccs nasce come Centro neurolesi e si occupa di neuro lesioni acquisite. I pazienti usciti dalla terapia intensiva da noi intraprendono un percorso riabilitativo ad intensità progressiva, finalizzato alla stabilizzazione delle condizioni. Abbiamo speciali Unità di accoglienza permanente in posti letto. In Sicilia  secondo l’ultimo decreto sono previsti 155 posti di Suap, quelli realizzati sono solo una cinquantina, 20 dei quali li abbiamo noi”.

In Sicilia non c’è un altro Centro con le vostre peculiarità. Di quanti posti letto disponete?
“In atto abbiamo circa 70 posti letto, la previsione è di 96 ed entro l’estate conto di portare tutti i posti letto a regime. Attendo da parte dell’assessorato l’autorizzazione per un reparto con 16 posti letto inoltre sono in corso lavori di riadattamento per completare la dotazione come da Decreto”.

A pieno regime di accoglienza riuscireste a soddisfare tutte le richieste?
“Potrebbero essere sufficienti se aumentassero i percorsi protetti di dimissione con assistenza domiciliare.  L’ospedale ha una vocazione per lungodegenti e per lunghe riabilitazioni:  secondo un atto di indirizzo i ricoveri dovrebbero durare intorno a 60 giorni, spesso però questo tempo non è sufficiente. Ci sono richieste per circa 160 ricoveri. Il Centro è ormai considerato un esempio di eccellenza italiana: alti standard di assistenza e una gestione che ci ha consentito di chiudere l’ultimo bilancio con un utile di 600 mila euro su un totale di circa 23 milioni. La nostra è ‘l’eccellenza della normalità’: in Sanità non dovrebbero esistere altri parametri”.

Quante persone lavorano da voi?
“Ci sono circa 260 persone più una quarantina di ragazzi, tra ricercatori e borsisti. Dal 2006 non c’è una pianta organica approvata, questo impedisce di fare assunzioni a tempo indeterminato e quindi  oltre ad un centinaio di persone, il resto è tutto personale precario. E questo influisce negativamente sull’assistenza e sulla riabilitazione dei pazienti”.

Come mai non è stata ancora approvata la pianta organica?
“Appena arrivato nel maggio 2011 ho avviato un confronto con i Sindacati e già a giugno ho elaborato un atto aziendale e un’ipotesi di pianta organica che ho inviato in Assessorato. Sono passati due anni e solo il ministero della Salute ha dato parere favorevole”.

C’è un progetto per i malati di sclerosi multipla?
“C’è l’intesa con l’Associazione malati sclerosi multipla, una patologia in allarmante ascesa con 5000 casi in Sicilia. Nella nostra regione abbiamo solo dei centri di dispensazione dei farmaci. L’idea è di essere un punto di riferimento regionale per la presa in carico del paziente per un percorso assistenziale protetto utilizzando i 16 posti del nuovo reparto”.

La sua è una gestione manageriale. Perché è difficile che ciò avvenga in un’Azienda ospedaliera o in un Policlinico universitario?
“Utilizzando al meglio competenze e risorse abbiamo avviato un meccanismo di monitoraggio dei costi, all’inizio artigianale, poi più sofisticato, con la dotazione di sistemi integrati di gestione. Questo dopo un lungo lavoro fatto di obiettivi condivisi, di attività di performance, che hanno portato il personale a mettersi in positiva competizione per razionalizzare le risorse. Sulle voci di costo monitorato ad esempio, l’abbattimento dei costi, tra il 2011 e il 2012, è stato del 33 per cento.
 
La ricerca è una parte fondamentale della vostra attività?
“La capacità di attrazione di finanziamenti è passata da un milione e 309 mila euro del 2011 a 3 milioni 132 mila euro del 2012 e sono essenzialmente ministeriali. Noi siamo Irccs e la nostra è una ricerca che si concretizza nella cura e riabilitazione del paziente con una integrazione dei ruoli tra ricercatore e medico”.

Avete apparecchiature all’avanguardia?
“Il Lokomat è stato acquistato nell’ambito di un programma di ricerca ed è un sofisticato sistema robotizzato utilizzato durante la riabilitazione locomotoria. Il Neurowave è un sistema di stimolazione multisensoriale. La grande intuizione del prof. Placido Bramanti, direttore scientifico, è stata quella di far crescere un nucleo di medici a Innsbruck con il professore Leopold Saltuari, scienziato delle Neuroscienze e portare know how scientifico e clinico a Messina”.

Questa tecnologia è accessibile anche agli esterni che vogliono effettuare visite ed esami?
“Mi sono sempre battuto perché il patrimonio tecnologico che abbiamo potesse essere messo a disposizione non solo della comunità scientifica ma anche dell’utenza. Abbiamo concorso ad un abbattimento significativo dei tempi di attesa, ad esempio per la Risonanz,a da 6 mesi a 30 giorni. Siamo un Irccs ma anche una struttura integrata al Servizio Sanitario Nazionale”.
 

 
Curriculum Vincenzo Barone
 
Vincenzo Barone, laureato in Giurisprudenza, è dal 16 maggio 2011 Direttore Generale dell’Irccs Centro Neurolesi Bonino Pulejo. In sanità da oltre un ventennio, negli ultimi dieci anni ha ricoperto numerosi incarichi dirigenziali in diverse Aziende sanitarie regionali e per oltre un anno è stato responsabile degli Affari generali e legali dell’Arpa Sicilia. Ha all’attivo numerosi incarichi di docenza in corsi di formazione, anche per manager,
rivolti al personale dirigente e del comparto sanità. È stato relatore su tematiche concernenti l’organizzazione sanitaria a numerosi convegni e seminari.

Articolo pubblicato il 26 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vincenzo Barone, Direttore generale Centro neurolesi
Vincenzo Barone, Direttore generale Centro neurolesi