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Navigare su internet in sicurezza, via al progetto Corecom
di Valentina Forza

La sezione siciliana ha presentato Naviganti all’erta, libro dedicato a scuole e famiglie per imparare ad evitare i brutti incontri on line

Tags: Telefonia, Corecom



Attraverso dispositivi di telefonia mobile oppure dal computer di casa, è sempre più bassa l'età nella quale i bambini iniziano a navigare su internet, esponendosi a diversi rischi. Per questo motivo, il Corecom Sicilia (Comitato Regionale per le Comunicazioni) e l’USR (Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia) hanno dato vita a un interessante progetto per la tutela dei minori sul web allo scopo di sensibilizzare le famiglie, partendo dalle scuole.
 
Negli istituti scolastici di Palermo sarà distribuito gratuitamente il libro “Naviganti all’erta”, presentato nei giorni scorsi a Palazzo dei Normanni e frutto del progetto. Il volume contiene informazioni utili su tutti i rischi che il mondo del web cela dietro alle sue potenzialità e su come evitare che il collegamento adsl delle scuole e delle case siciliane diventi uno strumento incontrollato e pericoloso per i bambini.
 
“Naviganti all’erta” è già stato sfruttato per un interessante esperimento (guidato da Alessandra Palma, responsabile scientifico del progetto) avviato in due istituti palermitani, il Circolo Didattico Aristide Gabelli e l'Istituto Comprensivo Pestalozzi Cavour. Qui, due classi dell’ultimo anno sono state suddivise in due gruppi; entrambi hanno eseguito due test per attestare il grado di conoscenza del mondo 2.0, ma a uno di essi è stato fatto leggere il volume tra la compilazione di un test e l’altro. Inutile dire come il risultato abbia evidenziato l’utilità del manuale e la necessità di un intervento continuativo in materia di sensibilizzazione.
La stessa Alessandra Palma ha spiegato: "I dati ci hanno dimostrato che esistono dei livelli di rischio, perché fino a questo momento la fascia di età presa in considerazione per quel che riguarda l'accesso ad internet è quella relativa alla prima adolescenza, tra i 13 e i 17 anni, ma ci siamo resi conto che l'approccio al web comincia anche ad un'età inferiore e abbiamo focalizzato l'attenzione su un gruppo di bambini dai 9 agli 11 anni. I bambini che hanno preso parte alla fase sperimentale chattano per il 55%, il 50% di questi ha parlato con un bambino sconosciuto e solo il 15% lo ha detto ad un adulto. Molti di questi hanno un profilo su Facebook, sapete che non si può accedere a Facebook se non prima dei 13 anni, quindi molti di loro hanno mentito".
 
Interessante anche il commento di Filippo Lucci, presidente del Coordinamento Nazionale Corecom, che ha evidenziato il ruolo fondamentale della Sicilia in un progetto così ambizioso: "Uno dei migliori progetti in Italia nell'ambito della tutela dei minori sul web, un tema centrale perché i minori non hanno le infrastrutture culturali o psicologiche per far fronte a immagini violente o situazioni difficili. Il Corecom concepisce il mondo del web come una grande opportunità di crescita anche culturale, certamente però ci sono delle regole che bisogna mettere per far cogliere tutte le opportunità e per far sviluppare meglio questo strumento e il Corecom vuole essere un punto di riferimento per la comunicazione a 360 gradi e quindi anche per il web".

Articolo pubblicato il 26 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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