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Assistenza ad anziani e disabili la famiglia unica àncora di salvezza
di Emiliano Zappalà

Rapporto Osservasalute 2012: in Sicilia 97 i milioni spesi per il supporto a persone affette da disabilità. Legge quadro sull’assistenza (328/2000): fondi 2011-2012 scesi a 400 mln

Tags: Welfare, Anziani



PALERMO - È uscito qualche mese fa il rapporto “Osservasalute 2012” dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane. L’ente di ricerca, nato per iniziativa dell’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha lo scopo di monitorare l’impatto dei determinanti organizzativi e gestionali su cui si fondano attualmente i Sistemi Sanitari Regionali.
I dati consentono di valutare lo stato del sistema socio-sanitario italiano, nonché di tracciare, indagando ciascuno ramo patologico, un quadro complessivo delle problematicità e delle carenze mediche, per individuare i punti su cui sarebbe auspicabile un intervento immediato.

Uno dei tanti capitoli del Rapporto 2012 prende in considerazione il tema dell’assistenza alle persone anziane o con disabilità nel nostro Paese. La fotografia che emerge è piuttosto allarmante. Nell’analisi si riscontra infatti come questo tipo di sostegno, in Italia, abbia sofferto la riduzione costante dei fondi statali messi a disposizione negli ultimi 3-4 anni per le politiche sociali sul territorio e la diminuzione dei finanziamenti ai Comuni. Questo fa sì che l’assistenza alle persone affette da disabilità poggi sulle reti di sostegno familiari e comunitarie anziché sul pubblico sostegno. La mancanza di risorse adeguate ha reso appunto impossibile l’applicazione puntuale della Legge quadro 328/2000 sull’assistenza. Tanto per dare un’idea, i fondi a disposizione si sono ridotti dai 2,5 miliardi del biennio 2009-2010 ai 400 milioni del biennio 2011-2012.

Il capitolo del Rapporto “Osservasalute” tiene in considerazione in particolare alcuni aspetti: gli aiuti ricevuti dalle famiglie con almeno un componente con disabilità, la spesa sociale dei Comuni per le persone con disabilità e per i servizi ad essi destinati, la presenza di figure professionali complementari all’insegnante di sostegno. La prima cosa che salta all’occhio è l’enorme eterogeneità territoriale e quindi il solito, incolmabile, distacco tra le regioni del Nord e del Sud.

Per quanto riguarda gli aiuti formali e informali si parla di tre tipologie di intervento, quelle formali provenienti da Enti pubblici o da privati e gli aiuti informali. I risultati emersi sono poco rasserenanti. Per quanto riguarda la Sicilia invece gli aiuti formali pubblici sono destinati al 10,5 per cento delle famiglie, mentre quelli privati il 14,5. Gli aiuti informali arrivano invece al 22,3 per cento delle famiglie.

La maggior parte degli aiuti pubblici è erogata direttamente dai Comuni, sotto forma di servizi resi direttamente alla persona, forniti direttamente ai cittadini e quelli che presuppongnono la gestione di strutture stabili sul territorio. La spesa complessiva nella Penisola, secondo l’Istat è di circa 7 miliardi di euro. In Sicilia la spesa è di 71 milioni per il supporto alle persone anziane e 97 per le persone affette da disabilità.

I servizi erogati dai Comuni, da soli o in associazione con altri Enti, assorbono una quota maggiore di spesa. Questo tipo di servizi riguarda l’assistenza domiciliare socio-assistenziale, i voucher e le strutture residenziali per persone con disabilità o anziane. La spesa complessiva, sempre secondo l’Istat, in Italia è di 1 miliardo e 300 milioni di euro. In Sicilia ammonta a 39 mila euro circa per l’assistenza domiciliare, a 15 mila per i voucher e di 50 mila euro le strutture residenziali.

La triste e pericolosa tendenza a cui si assiste nel nostro paese prevede dunque, negli ultimi anni, un aumento delle persone affette da disabilità e una generale riduzione delle risorse messe a disposizione, il che comporta chiaramente dei rischi che un Paese avanzato non dovrebbe essere disposto a correre.

Articolo pubblicato il 28 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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