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Crocetta, direttore di un’orchestra sgangherata
di Carlo Alberto Tregua

Assessori in confusione senza spartito

Tags: Rosario Crocetta, Regione Siciilana



Nessuna orchestra può suonare a tempo ed in sintonia se ogni professore non esegue con rigore quanto scritto sul suo spartito. Ma neanche questo basta. Ci vuole il direttore che interpretando la partitura faccia suonare i singoli componenti in un ensemble che dia un suono armonico e piacevole per le orecchie degli uditori.
Fuori di metafora, ci sembra che Crocetta non abbia una partitura e i suoi 12 assessori (come gli apostoli) e i 29 dirigenti generali non abbiano uno spartito, per cui la Regione siciliana, nel suo complesso, emette suoni striduli, incoerenti e incapaci di giungere in modo armonico ai siciliani.
Quale dovrebbe essere la partitura di Crocetta? Il Piano aziendale della Regione nel quale devono essere indicati obiettivi, mezzi, risorse umane e finanziarie, tempi di realizzazione, il tutto concentrato nelle classiche quattro parti di ogni Piano (Programmazione, Organizzazione, Gestione e Controllo).
E quali dovrebbero essere gli spartiti di assessori e direttori generali? Ovviamente le sezioni del Piano aziendale della Regione, uno per ogni assessorato, uno per ogni dipartimento.

Il Piano aziendale della Regione e quelli sezionali comporrebbero l’insieme dei documenti necessari a realizzare il programma del presidente della Regione, il quale dovrebbe mettere al punto numero uno la crescita del Pil, cioè della ricchezza prodotta in Sicilia, che comporta automaticamente la crescita dell’occupazione, quella vera, quella che contribuisce alla produzione di ricchezza.
Abbiamo più volte consigliato a Crocetta di contattare un’agenzia di consulenza internazionale per la riorganizzazione della Regione su basi scientifiche, per esempio la Mckenzie, chiamata da Papa Bergoglio per riorganizzare la struttura, la burocrazia e la finanza dello Stato del Vaticano.
Abbiamo più volte consigliato a Crocetta d’istituire una Autorità indipendente anticorruzione e un Nucleo tributario locale composti da persone integerrime e indipendenti, cioè nominate fuori dall’ambito regionale.
Abbiamo più volte consigliato a Crocetta di istituire l’area della Trasparenza, di nominare il responsabile della Trasparenza e quello per l’Anticorruzione in applicazione del D.lgs n. 33/2013.
 
Abbiamo più volte consigliato a Crocetta di istituire le task force, prendendo valorosi dirigenti che vi sono nella Regione, in modo da spendere proprio tutti i fondi europei dei 4 assi (Programmazione, Formazione vera, Pesca e Agricoltura) più i fondi Pac e Fas. è semplicemente vergognoso che la cifra certificata all’8 dicembre 2012 sia di 5,2 mld pari al 31% del totale (16,7 mld).
Di tutti questi punti e altre indicazioni, per altro non richieste (non abbiamo avuto ancora l’opportunità di ospitare Crocetta al nostro Forum), lo stesso presidente non ha tenuto conto.
Si è invece occupato di questioni che non interessano i siciliani: partecipare alle elezioni nazionali del 24 febbraio e a quelle comunali del 9 giugno, tagliare nastri, presenziare a convegni e ad altre manifestazioni, tutto anziché stare nel suo ufficio 16 ore al giorno per programmare e indirizzare i suoi assessori e i dirigenti generali dei dipartimenti, assegnando loro attività e cronoprogrammi. 

Non facendo quanto indicato, il presidente Crocetta non ha alcuna possibilità di monitorare l’attuazione del Piano aziendale (che non ha), e quindi, l’attività dell’amministrazione regionale, affidata alla buona volontà dei dirigenti, alcuni ottimi ed altri pessimi, che però, vedi caso, prendono i premi per il raggiungimento di obiettivi che non hanno mai raggiunto. Sapendo anche questo, i siciliani, schifati, non sono andati a votare.
La burocrazia deve essere efficiente ed anche credibile. Ma il sentimento generale che si sente fra i 5 milioni di siciliani è che essa è una nemica, perché fa i propri interessi, perché non serve i cittadini, perché di tutto si occupa tranne che delle cose di cui si dovrebbe occupare.
Anche a questo Crocetta dovrebbe pensare, accelerando al massimo la digitalizzazione delle procedure e presentando un maxi disegno di legge della loro semplificazione, con l’eliminzione delle autorizzazioni preventive e l’accentuazione dei controlli successivi, fatti da funzionari onesti e capaci.

Articolo pubblicato il 28 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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