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Fondi Ue in bilico, a rischio la Formazione
di Michele Giuliano

I sindacati lanciano l’allarme e parlano di “gravi ritardi”, il governo regionale però smentisce questa versione. Secondo gli addetti ai lavori su 1 mld e 600 mln disponibili sono stati certificati solo 450 mln

Tags: Formazione, Lavoro



PALERMO - Anche i soldi del Fondo sociale europeo (Fse) rischiano di finire a “mare”. Il governo regionale corre a smentire e garantisce che “è tutto sotto controllo” ma le notizie che circolano sono ben altre e di altro tenore. Se la Regione dovesse davvero farsi sfuggire quest’enorme flusso di denaro per il mondo della formazione professionale sarebbe la fine, dal momento che quasi interamente il settore quest’anno si poggerà sui fondi dell’Fse.
 
“Occorre una task force per risolvere il serio e imbarazzante problema dei fondi Ue bloccati, specialmente nei delicati settori di Lavoro e di Formazione - ribadisce il capogruppo del Pdl all’Ars, Nino D’Asero, che in questo senso ha orientato anche il proprio intervento in Aula -. Se ancora oggi c’è una possibilità di salvare questi fondi può essere espletata sicuramente attraverso una razionalizzazione di un intervento coordinato da una task force. L’abbiamo chiesta a gran voce, il gruppo del Pdl e io, ma ancora c’è soltanto silenzio da parte del governo regionale, fino ad ora impegnato esclusivamente nella propaganda di se stesso e in quella dell’ultima campagna elettorale”.

Secondo gli addetti ai lavori la spesa certificata dell’Fse al 31 maggio è ferma a poco più di un quarto della disponibilità del programma. Su 1 miliardo e 600 milioni ne sono stati certificati solo 450 milioni. “Da parte dei rappresentanti dell’Ue è venuta una netta critica rispetto alla capacità di spesa della Regione - afferma Giusto Scozzaro, rappresentante della Cgil nel Comitato di Sorveglianza – su obiettivi importanti come il mercato del lavoro e la Formazione professionale, attribuita alla non adeguata azione dell’amministrazione che secondo l’Ue non può essere sostituita con l’assistenza tecnica”.

Per recuperare, la Regione dovrebbe accelerare notevolmente, programmando la spesa dei residui 1,2 miliardi entro la scadenza del programma prevista per dicembre di quest’anno. Una accelerazione ancora maggiore rispetto ai 100 milioni al mese previsti per il Fesr che è in arretrato soltanto (si fa per dire) di 700 milioni. Tutt’altra la tesi invece del governo regionale che espone tutta un’altra visione rispetto alle risultanze dell’incontro avuto con i responsabili della Commissione europea: “Abbiamo rispettato gli impegni assunti sull’attuazione del Programma Operativo Fse 2007/2013 – sostiene l’assessore regionale alla Formazione, Nelli Sciolabra - e non corriamo rischi di disimpegno automatico delle risorse comunitarie. Abbiamo, in questi mesi, recuperato i ritardi accumulati nel passato attivando al contempo radicali cambiamenti soprattutto nel settore della formazione professionale con la condivisione delle parti sociali. Sono stati assunti impegni di spesa per 1.591.805.060, corrispondenti al 98 per cento della dotazione finanziaria complessiva del Programma che è pari a 1.632.308.298, e una spesa certificata pari a 667 mila euro, corrispondente al 41 per cento sempre della dotazione del programma”. I prossimi mesi diranno dove sta la verità rispetto alle due versioni.
 

 
Per i sindacati occorre migliorare la macchina amministrativa
 
“Fatto è che non si può pensare di gestire la programmazione europea senza un’adeguata macchina amministrativa e senza avere chiarezza sugli obiettivi che si intendono raggiungere, che per quanto riguarda sia il Fse e il Fesr appaiono in questo momento nebulosi”. L’affondo è ancora del leader della Cgil che parla addirittura di “fallimento degli obiettivi del Po Fesr”. Per questo proprio il sindacato ha chiesto al presidente della Regione di rimuovere da un lato gli intoppi alla spesa ma di chiarire nel contempo la strategia del suo governo in proposito. “Sul Piano giovani condividiamo pienamente – dice ancora Pagliaro - le critiche mosse alla Regione: è inconcepibile che mentre l’Ue si attrezza con politiche per il rilancio dell’occupazione giovanile, la Regione tenga non spese ingenti risorse destinate agli interventi per i giovani e che si sia accumulato tanto ritardo su un’azione che un anno fa veniva proposta con carattere di emergenza”. “Ogni giorno che passa, la Sicilia perde decine di milioni di euro – incalza Bernadette Grasso, deputato regionale di Grande Sud –, soldi che potrebbero essere investiti per far ripartire l’economia nella nostra regione e fronteggiare la chiusura di aziende ed attività”.

Articolo pubblicato il 02 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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