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Saccomanni: “La crisi sta finendo”. Squinzi: “Non vedo proprio la luce”
di Redazione

Economia, si apre la lite tra ministro e industriali

Tags: Fabrizio Saccomanni, Crisi, Economia, Giorgio Squinzi



Roma - La crisi sta finendo. Non c’è dubbio. Anzi, il dubbio c’è. Eccome, tanti dubbi. Contraddizioni? No, scambio di opinioni assolutamente contrastanti. Sono quelle del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni e del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Il rappresentante del Governo sostiene infatti che ci siano “segnali di ripresa”, mentre per il leader degli industriali “la luce non si vede ancora”, altro che uscire dal tunnel. Valli a mettere d’accordo, poi, in pieno convegno di Confindustria.

“La parte più difficile per un economista - ha detto Saccomanni - credo che sia il compito di individuare il ciclo economico” e, anche se non è semplice, il ministro ritiene di individuare “anche in Italia segni di ripresa” e “anche sul fronte fiscale, il dato sul surplus dei conti pubblici” rappresentano segnali positivi. “Segnali di ripresa ci sono” ha assicurato il ministro, che ha proseguito: “Dalla fine del 2012 a quest'anno ha pesato un clima di incertezza, certamente ancora oggi ci sono dati negativi, imprese che chiudono, ma molte aumentano la produzione forse perché hanno prospettive di produzione più alta”.

Lo smentisce seccamente Squinzi: “Io stimo moltissimo Saccomanni, ma in effetti la luce non la vedo ancora. Maggio è meglio di aprile, giugno di maggio, ma la produzione industriale a giugno è in calo dell’1,7% su base annua, ci stiamo stabilizzando sul fondo e verso fine anno credo ricominci la risalita non per fattori nostri ma perché la congiuntura internazionale sta andando verso il bello”.

Parole che fanno eco all'allarme lanciato poco prima dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. “Stiamo attraversando una grave crisi, siamo arrivati a un punto di non ritorno, anche piccoli e sporadici segnali positivi non sono sufficienti”, ha detto intervenendo all'assemblea dell'Ania, aggiungendo che bisogna fare “una corsa contro il tempo per dare speranza alla nostra economia”.

Il ministro ha confermato tuttavia l'impegno del governo per favorire la ripresa. A partire dallo stop definitivo all''aumento dell'Iva. “Siamo riusciti a prorogare questo aumento, con l'obiettivo di eliminarlo definitivamente”. Quanto alla tempistica, “bisognerà lavorare anche d'estate”, ha detto il ministro a margine dell'assemblea. Sull’Iva e sull’Imu “manterremo gli impegni”, ha detto dal canto suo Saccomanni che ha anche annunciato “un'accelerazione di qualche mese sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. A settembre dovremo avere la mappatura completa dei veri creditori e stiamo cercando di verificare che tutti coloro che dicono di vantare crediti li abbiano davvero, cosa che non è marginale”.
 
Per Saccomanni infatti in Italia “c'è la tendenza a prendere scorciatorie. Siamo il Paese dei falsi invalidi, falsi ciechi e ci sarà pure qualche falso creditore”. “Bisogna mettere mano veramente alla legge di delega fiscale. Il Paese vive una situazione di abuso di diritto fiscale”, ha replicato Squinzi che a nome degli industriali lancia un appello al presidente del Consiglio, Enrico Letta. “Se non facciamo interventi forti, l'anno prossimo rischiamo di avere una risalita dello 0,3% o dello 0,4%, che non risolve i nostri problemi, una disoccupazione al 12% e al 38-40% per i giovani. Per ricreare occupazione vera - ha aggiunto Squinzi - serve una crescita minimo al 2-3%”.

Articolo pubblicato il 03 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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