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Palermo - Nuova “pezza” sul caos Gesip ma il 2014 resta un’incognita
di Gaspare Ingargiola

Il Comune cerca soluzioni per il prossimo anno, ma i conti dell’Ente rischiano il definitivo crack. Sbloccate le risorse per il pagamento dei 1.800 dipendenti fino a 31 dicembre

Tags: Palermo, Gesip, Ester Bonafede



PALERMO – Arrivano i soldi per i cassaintegrati di tutta la Sicilia e quindi anche per la Gesip: gli operai potranno tornare al lavoro dopo due settimane di stop. Il 4 luglio il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e quello del Lavoro, Enrico Giovannini, hanno firmato il decreto che stanzia 550 milioni di euro per la concessione o la proroga della cassa integrazione in deroga per tutta l’Italia. Un provvedimento fondamentale perché i lavoratori dell’azienda di via Maggiore Toselli possano proseguire la loro attività di pubblica utilità, svolta dal 2 maggio sulla base del protocollo d’intesa firmato l’11 aprile a Roma da Comune di Palermo, Regione Siciliana, Ministero del Lavoro e Inps.

La conferenza Stato-Regioni successiva al decreto di Saccomanni e Giovannini ha assegnato alla Sicilia una quota parte di 26 milioni di euro, ritenuti però insufficienti dai sindacati per coprire la Cig in deroga fino alla fine dell’anno. Basti pensare che per la sola Gesip occorrono 17 milioni. Ecco perché la giunta Crocetta ha deciso di anticipare un centinaio di milioni di euro dei fondi Pac, buoni a garantire la copertura dell’accordo quadro per tutti i cassaintegrati siciliani, che, secondo stime dei sindacati, sono circa ventimila.
 
Venerdì l’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, ha convocato un tavolo tecnico per siglare con tutte le parti sociali la modifica dell’accordo quadro: in totale per tutte le tipologie di ammortizzatori sociali Palazzo d’Orleans metterà sul piatto circa 130 milioni di euro. Nell’occasione il governatore Crocetta ha espresso “il più profondo apprezzamento per la posizione assunta dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori, che ha permesso di raggiungere l’accordo. Questo consentirà di dare le misure di sostegno al reddito ai lavoratori siciliani”.

Questi due passaggi amministrativi erano fondamentali perché le nubi sul futuro occupazionale dei lavoratori Gesip si diradassero. Lo stipendio che i quasi 1.800 operai ricevono dall’Inps sulla base del protocollo d’intesa di aprile, infatti, è un mix di versamenti effettuati dal Comune (che stanzia con fondi propri la parte più consistente, circa il 55%) e dalla Regione (con una quota minore, circa il 45%, attinta ai finanziamenti statali per la Cigd), mentre all’Inps spettano gli assegni familiari ed eventuali altre misure di sostegno. Il protocollo d’intesa scadeva il 30 giugno con possibile proroga per quattro o sei mesi al massimo e comunque non oltre il 31 dicembre.
 
Dal 2 luglio, mancando ancora il decreto interministeriale e il conseguente accordo quadro regionale, i lavoratori Gesip erano fermi, come nei lunghi e difficili mesi invernali. Per cercare di guadagnare tempo alcuni dirigenti comunali avevano chiesto agli operai di godere prima del 30 giugno dei quattro giorni di ferie accumulati fino ad allora, ma questa mossa non è bastata a scongiurare nuove proteste e cortei. Adesso il decreto regionale consentirà il rientro in servizio degli operai per sei mesi, quindi fino al 31 dicembre, dopo che in un primo momento si era temuto che potessero farlo solo fino al 31 ottobre.

Il futuro, comunque, resta fosco: le sigle sindacali già pressano l’amministrazione comunale in vista del 2014. Palazzo delle Aquile sta lavorando a due ipotesi, che passano entrambe per una richiesta di deroga da formulare al ministero della Funzione pubblica: la prima riguarda la mobilità orizzontale per indirizzare il personale Gesip verso le altre aziende partecipate. La seconda punta a scorporare dalle spese per il personale comunale (che per legge non devono superare il 50% della spesa corrente) i fondi stanziati per il Coime e gli Lsu, che provengono dal governo nazionale.

Articolo pubblicato il 16 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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