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Formazione: sequela di scandali. Sistema marcio dalle fondamenta
di Michele Giuliano

Emergono nuove falle nei controlli fatti nel passato: la scoperta dell’ennesima truffa ne è la conferma. Finanziamenti per circa 50 mln di euro per i tre enti finiti nella bufera

Tags: Formzione, Scandali, Finanziamenti



PALERMO - L’ennesima inchiesta sul mondo della formazione professionale siciliana, che ha scoperchiato un’altra magagna “mangiasoldi”, ha confermato ancora una volta la carenza di controlli e di trasparenza del sistema. Il problema vero è che sembra  che il tappo non sia saltato ancora del tutto e si devono, sia nel presente che per il futuro, rafforzare i controlli sugli enti per capire se e come vengono effettivamente svolti i corsi finanziati a suon di quattrini da Regione e Unione Europea.
“Gli ultimi arresti a Messina, delle mogli del deputato Pd Genovese e dell'ex sindaco Pdl della città Buzzanca – sostiene il deputato regionale Erasmo Palazzotto - ci confermano un quadro drammatico di immoralità, sprechi e abusi. La formazione è stata usata non per dar speranza e futuro alle nuove generazioni ma come vero e proprio bancomat elettorale da cui tirar fuori ingenti somme di denaro e di voti. Un sistema marcio che coinvolgendo le maggiori formazioni politiche traeva la forza e la speranza dell'impunità”.

Che il finale sia da scrivere lo dicono anche gli inquirenti: “Le indagini proseguono al fine di accertare ulteriori fatti e responsabilità” sostengono le Fiamme gialle che invitano quanti hanno frequentato corsi professionali presso gli enti oggetto dell'ultima indagine, Ancol, Aram e Lumen, percependo somme inferiori a quelle sottoscritte, a denunciare le anomalie. “L'inchiesta di Messina – aggiunge il collega dell’Ars Nello Musumeci – dimostra che il settore della formazione è stato una vacca grassa per tutti e nessuno può ergersi a paladino d’integrità e moralità. Chi ha sbagliato non aspetti avvisi di garanzia o le manette, si presenti spontaneamente davanti ai magistrati”.

Intanto i tre enti di formazione siciliani finiti nel mirino degli inquirenti, secondo i fatti raccontati dal consulente del pm e riportati nell'ordinanza che ha portato a dieci arresti nel messinese, hanno avuto in cinque anni finanziamenti per circa 50 milioni di euro. In particolare, tra il 2006 ed il 2011 l'Aram avrebbe ottenuto l'approvazione di 32 progetti di formazione (di cui 15 nel solo 2011) per finanziamenti complessivi pari a 23,414 milioni di euro di cui oltre 20 destinati a coprire i costi del personale; la Lumen Onlus avrebbe ottenuto l'approvazione di 15 progetti di formazione (di cui 4 nel 2011) per finanziamenti complessivi pari a 3,3 milioni di euro di cui oltre 2 destinati a coprire i costi del personale; l'Ancol avrebbe ottenuto l'approvazione di 20 progetti di formazione per 16,654 milioni di euro.

“Gli accertamenti - scrive il gip Giovanni De Marco - hanno permesso di appurare l'esistenza di una serie di episodi distrattivi con sovradimensionamento dei costi: in sostanza, allo scopo di appropriarsi del denaro pubblico destinato alla gestione dei corsi, gli indagati in molti casi hanno acquistato beni o servizi, apparentemente destinati allo svolgimento dei corsi, rivolgendosi ad aziende dagli stessi direttamente o indirettamente controllate, a prezzi ampiamente superiori a quelli realmente praticati o praticabili sul mercato”.
 
 

 
L’approfondimento - Revocati i fondi agli enti coinvolti nell’inchiesta
 
Il primo atto dovuto della Regione è stato quello di revocare i finanziamenti agli enti coinvolti nella maxi inchiesta di Messina sulle presunte truffe nel mondo della formazione professionale. Per la precisione si tratta della revoca dell’accreditamento, cioè della «patente» per svolgere i corsi e dunque della possibilità di incassare i finanziamenti pubblici. L’assessorato alla Formazione ha già ultimato il provvedimento di revoca definitiva per l’Ancol, che già da settimane è al centro delle polemiche e delle inchieste. Mentre per gli altri due enti coinvolti, Lumen e Aram, l’assessorato ha comunicato in questi gironi l’avvio del procedimento di revoca che si concluderà nelle prossime settimane. “La formazione in Sicilia – ha dichiarato Crocetta - è stata un regno di cose che non vanno e di una spartizione da parte del sistema di potere che va oltre il caso di Messina”. “Il governo regionale - ha aggiunto l’assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra - non può indugiare dinanzi a fatti così gravi, pertanto interrompiamo i finanziamenti a questi enti e sospendiamo qualsiasi rapporto con chi ha truffato la nostra amministrazione”.
 

Articolo pubblicato il 23 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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