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La SM colpisce sempre più donne A Cefalù un centro in loro soccorso
di Gianluca Di Maita

Sono 43mila su un totale di oltre 65mila le donne italiane affette dalla patologia cronica. Scelta la via della terapia a 360°, per affiancare le pazienti in tutte le fasi della malattia

Tags: Sclerosi Multipla, Cefalù, Sanità



CEFALÚ(PA) – 1.200 pazienti, di cui 700 sono donne. Questo è il bilancio dell’incidenza della sclerosi multipla sulla popolazione di Cefalù. Se fino a ieri quelle donne venivano seguite dal Reparto di Neurologia, oggi in loro soccorso viene un nuovo ambulatorio, dedicato proprio alle cure specifiche del genere femminile. Quest’ultimo è stato attivato grazie alla Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, e potrà contare per quanto riguarda gli specialisti su 5 ginecologi, 3 infermieri e 2 psicologi, tutti aventi affiancato per mesi il responsabile dell’unità operativa Luigi Grimaldi, acquisendo quindi quella dovuta esperienza necessaria per fronteggiare al momento la situazione.
 
La paziente, non avrà quindi come riferimento il suo neurologo, ma anche una squadra multidisciplinare capace di seguire numerosi casi, dalla scelta di avere un bambino alla scelta di continuare un lavoro. Un centro dedicato solo alle donne, perché loro più degli uomini, sono i destinatari di questa patologia e sempre loro più dell’altro sesso percepiscono un rischio maggiore per via del loro ruolo di madre, lavoratrice o sportiva. Un innovazione, cui in Sicilia si spera ne seguano altre. L’Aism, associazione italiana sclerosi multipla, ha stimato che nella nostra Isola le persone che soffrono di Sm, si aggirano sulle 5 mila. In Italia sono circa 65mila le persone affette da scelrosi multipla, e in media a 1200 donne ogni anno viene diagnosticata la patologia. Fondamentale è appunto la diagnosi, di solito effettuata tra i 20 e i 30 anni, età delicata in cui si definiscono i propri progetti di vita. Per questo motivo al Giglio di Cefalù, si è puntato su una terapia a 360°, in modo tale da offrire un servizio completo che assista la donna lungo le fasi più importanti della sua vita.
 
A tale scopo sono state allestite sette aree nel centro: riproduzione/fertilità, contraccezione, counseling genetico, parto, sessualità, prevenzione tumori ginecologici, prevenzione e cura delle infezioni. Ci sono poi ambiti specifici di sensibilizzazione per le pazienti trattate con immunosoppressori o immunomodulanti che necessitano, nel corso del tempo, di una particolare attenzione perché le pazienti esposte agli agenti patogeni sviluppano con più facilità malattie, come il tumore al collo dell’utero da HPV (Papilloma Virus). In questo caso, lo screening a cui normalmente una donna si sottopone dovrà essere particolareggiato e più frequente, rispetto a una donna non in terapia, così come la scelta del trattamento più appropriato dovrà essere attentamente valutata in pazienti con alto rischio oncologico o frequentemente affette da infezioni. “
 
Lo staff dell’ambulatorio è stato formato per dare alle donne il massimo della cura e dell’attenzione senza nessun tipo di forzatura per chi già vive una condizione difficile – rileva Grimaldi. Seguendo le donne affette da questa patologia, ci siamo resi conto di quanto assistere una paziente con necessità specifiche fosse una parte imprescindibile della terapia. Da qui la volontà di trovare una soluzione concreta con la creazione di questo Centro”.
Un Centro, quindi, pensato per restituire alle donne che si confrontano quotidianamente con la malattia una “normalità” alla loro vita.

Articolo pubblicato il 25 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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