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Trasparenza, definito il Piano della Civita
di Pierangelo Bonanno

Con la delibera 50/2013 della Commissione indipendente, la Pa dovrà applicare i nuovi obblighi per rendere i palazzi “di vetro”. Il termine per recepire il Programma triennale è il 31 gennaio 2014. Prevista una vigilanza

Tags: Trasparenza, Pubblica Amministrazione, Programma Triennale



PALERMO - La disciplina sulla trasparenza nelle pubbliche amministrazioni è stata l’oggetto di una recente delibera prodotta dalla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (Civit). In particolare, nella delibera n. 50 del 2013 vengono tracciate le “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014 - 2016”.

Tra le fonti normative a base del Programma vi è la legge 6 novembre 2012, n. 190 con oggetto le“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, che ha fatto del principio di trasparenza uno degli assi portanti delle politiche di prevenzione della corruzione. Per completare il quadro normativo occorre citare la L. 190 del 2012, con la quale il Governo ha adottato il Dlgs. 14 marzo 2013, n. 33, che richiama al suo interno il “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, che fornisce una definizione di trasparenza intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni. Nel decreto è, inoltre, specificato che le misure del Programma triennale della trasparenza e dell’integrità sono collegate al Piano triennale della prevenzione della corruzione e che, a tal fine, il Programma costituisce, di norma, una sezione di detto Piano.

Il Programma dovrà essere realizzato da tutte le amministrazioni dello Stato, come le scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende e amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran), il Coni.

Nella delibera si precisa che il termine per l’adozione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità è il 31 gennaio 2014. Il differimento del termine per l’adozione del Programma rispetto al termine iniziale risponde a esigenze di semplificazione volte a non creare duplicazioni di adempimenti da parte delle pubbliche amministrazioni e a consentire l’adozione di atti programmatori fra loro coerenti e coordinati. Questo differimento tiene anche conto del fatto che ad oggi non è stato ancora adottato il Piano nazionale anticorruzione che costituisce un importante presupposto per la definizione delle misure in materia di trasparenza.

Il differimento del termine al 31 gennaio 2014 consentirà alle amministrazioni di definire l’aggiornamento del Programma muovendo dai risultati della verifica sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione da parte degli Organismo indipendenti di valutazione la cui attestazione dovrà pervenire alla Commissione entro il 31 dicembre 2013, nell’allegato presente nella pagina si riporta il calendario con le scadenze previste.

È, inoltre, opportuno segnalare che all’interno del Programma dovranno essere previste specifiche misure di monitoraggio e di vigilanza sull’attuazione degli obblighi di trasparenza la cui definizione è rimessa all’autonomia organizzativa delle singole amministrazioni.
La Commissione ribadisce, inoltre, che nella redazione del Programma triennale sia privilegiata la chiarezza espositiva e la comprensibilità dei contenuti anche per chi non è uno specialista del settore.

Tra le novità introdotte dal Dlgs n. 33/2013 una delle principali riguarda l’istituto dell’accesso civico (art. 5). Le amministrazioni sono tenute ad adottare autonomamente le misure organizzative necessarie al fine di assicurare l’efficacia di tale istituto e a pubblicare, nella sezione “Amministrazione trasparente”, gli indirizzi di posta elettronica cui inoltrare le richieste di accesso civico e di attivazione del potere sostitutivo, corredate dalle informazioni relative alle modalità di esercizio di tale diritto. Inoltre, anche al fine di monitorare e migliorare il sistema della trasparenza, la Commissione evidenzia quanto già indicato nella delibera n. 2/2012, in relazione all’opportunità che le amministrazioni approntino propri strumenti e iniziative di ascolto dei cittadini e delle imprese con riferimento alla rilevazione quantitativa degli accessi alla sezione “Amministrazione trasparente”.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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