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Dalla gita alla tragedia. 38 vittime in Irpinia
di Redazione

Cause ancora da accertare per l’autobus precipitato in una scarpata

Tags: Irpinia



AVELLINO - Una vera e propria tragedia quella che si è consumata in Irpinia due sere fa, quando un autobus diretto a Napoli è precipitato da un viadotto della A16, denominato “Acqualonga”. Il bilancio è infatti pesantissimo e conta, stando agli aggiornamenti di ieri pomeriggio, 39 vittime e 10 feriti, tra cui 6 bambini, alcuni in condizioni molto gravi.
 
A questi si aggiungono 14 feriti lievi tra gli occupanti di sei auto urtate dal bus prima di finire nella scarpata. I viaggiatori tornavano da una gita a Telese Terme e non si aspettavano certo di andare incontro a un destino fatale. Le dinamiche dell’incidente sono ancora da chiarire: per alcuni testimoni il mezzo avrebbe sterzato per evitare auto incolonnate nei pressi di un cantiere, per altri sarebbe scoppiata una gomma. Ma la Polstrada precisa che sul luogo dello schianto non ci sono segni di frenata: il mezzo, secondo una prima ricostruzione, si è trascinato lungo una barriera di cemento ed ha poi sfondato il guardrail, finendo nella scarpata.

La Procura di Avellino ha aperto un’indagine al fine di accertare non solo le eventuali responsabilità dell’autista, che è morto nell’incidente e sul corpo del quale sarà eseguita l’autopsia per stabilire se è stato vittima di un malore, ma anche sulle condizioni tecniche del pullman che aveva superato la revisione annuale a marzo, come annunciato dal ministro Lupi alla trasmissione “Start” su Rai RadioUno. Inoltre, sarà verificata l’adeguata segnalazione dei cantieri autostradali presenti nella zona. L’inchiesta potrà poi riguardare anche la qualità tecnica della barriera di protezione che è stata abbattuta dall’autobus.
 
Parti del sistema di trasmissione dell’autobus sono state trovate a terra oltre un chilometro prima del luogo in cui è precipitato, pertanto è probabile che il mezzo fosse già danneggiato mentre percorreva un tratto in forte pendenza. L’autista dell’autobus avrebbe tentato di limitarne la velocità, appoggiando il veicolo sulla barriera laterale destra già centinaia di metri prima del luogo della tragica caduta, senza però riuscire a evitare il peggio.

Fino a ieri le bare delle vittime si trovavano in una scuola di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, dove i parenti hanno affrontato il calvario del riconoscimento. I funerali sono fissati per questa mattina alle 10.00 al Palasport di Monteruscello, frazione di Pozzuoli, luogo di provenienza di 37 vittime su 38. Il vescovo di Pozzuoli, Gennaro Pescarella, alla camera ardente di Monteforte Irpino, ha voluto benedire le salme e assicurare il suo abbraccio ai parenti delle vittime.

Dalla Grecia, aprendo il suo intervento a un seminario sull’Europa, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha commentato con un addolorato “non ci sono parole”, e ha disdetto la visita all’Acropoli di Atene in segno di lutto.“Ci inchiniamo davanti alle vittime” ha affermato invece il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, seguito dal ministro per la Pubblica amministrazione, Giampiero D’Alia, che ha sottolineato l’urgenza di “accertare la verità”.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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