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Credito d’imposta, è possibile inviare atto di adesione e polizza fideiussoria
di Dario Raffaele

Ad un anno esatto dall’avviso dell’assessorato al Lavoro che lo disciplinava, si potranno trasmettere i documenti necessari per farne richiesta. 60 giorni di tempo dal 29 luglio. Ora si attendono i codici per entrare nel canale telematico e fare la compensazione

Tags: Regione Siciliana, Credito D'imposta



PALERMO - Finalmente sembra sbloccarsi il credito d’imposta. Esattamente ad un anno di distanza dall’avviso che lo disciplinava (avviso n. 1 del 25 luglio 2012), il 25 luglio 2013 è stato firmato dal dirigente generale Anna Rosa Corsello, il comunicato (n. prot. 44038) che annuncia la possibilità, a decorrere dal 29 luglio, di inviare la documentazione necessaria per richiedere il credito d’imposta.

Contestualmente è stato reso disponibile sul sito del dipartimento del Lavoro, il modello della polizza fideiussoria necessaria per richiedere il beneficio.

Questo il testo del comunicato: “Si rende noto che a decorrere dalle ore 9 del 29 luglio 2013 sarà possibile la trasmissione, con procedura informatica, dell’atto di adesione e della polizza fideiussoria previste dall’art. 8 dell’avviso n. 1 del 25 luglio 2012. Per la trasmissione di detta comunicazione viene assegnato il termine di 60 giorni a decorrere dal 29 luglio. La polizza fideiussoria oltre ad essere inserita nella piattaforma informatica dovrà essere trasmessa in formato cartaceo ed in originale all’indirizzo: “Assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative - Servizio VIII”.

La polizza fideiussoria deve essere sottoscritta utilizzando il format al link www.regione.sicilia.it/lavoro
Il dipartimento ha comunicato che con il Decreto legge 28/06/2013 n. 76, art. 2 comma 9, il termine di compensazione del credito d’imposta è stato prorogato al 15 maggio 2015.

Sono 1.184 le imprese in graduatoria che potranno beneficiare dei 44 milioni di euro della misura (ne restano da spendere altri 21 e c’è la possibilità, ci diceva l’assessore Bonafede, che si riescano a reperire nuove risorse per ampliare la portata della misura.

L’agevolazione, lo ricordiamo,  è rivolta ai datori di lavoro che hanno assunto o assumono a tempo indeterminato, tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013, personale “svantaggiato” o “molto svantaggiato”.

Secondo la definizione della Commissione europea, è un lavoratore “svantaggiato”:
• chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
• chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale;
• i lavoratori che hanno superato i 50 anni di età;
• chi vive solo con una o più
persone a carico;
• i lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna (che risultano da apposite rilevazioni ISTAT);
• chi è membro di una minoranza nazionale.

Sono definiti“molto svantaggiati”, invece, i lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
Il credito d’imposta spetta nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione per ciascun lavoratore “svantaggiato” e nei ventiquattro mesi successivi all’assunzione per ogni lavoratore “molto svantaggiato”.
Il bonus per ogni unità lavorativa è calcolato sulla differenza tra il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, rilevato mensilmente, e quello dei lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti alla data dell’assunzione.

Per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo parziale, il credito spetta in proporzione alle ore prestate rispetto a quelle previste dal contratto nazionale.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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