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“Sicilia denuclearizzata”, Ddl contro eolico e Muos
di Raffaella Pessina

Si valuterà se il testo dell’assessore Lo Bello è di competenza nazionale. Lungo dibattito sullo spinoso Ddl “antiparentopoli”

Tags: Ars, Giovanni Ardizzone, Marco Forzese



PALERMO - Polemiche infinite e mancati accordi hanno caratterizzato la giornata di ieri a Palazzo dei Normanni. Infatti i partiti nella mattinata non sono riusciti a trovare un accordo in commissione Bilancio, dove si doveva deliberare sull’assestamento tecnico del bilancio regionale.
 
Nel pomeriggio in Aula quindi il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha preannunciato il rinvio ad oggi della trattazione del ddl sulle proroghe dei precari, sempre che in commissione di merito si sia raggiunta una sintesi sui documenti finanziari. Ardizzone ha “bacchettato” la maggioranza sulla mancata intesa su un emendamento che va e viene dalle commissioni. “Spero  - ha detto ieri - che si possa pervenire ad esitare il testo in serata", mentre per la variazione del bilancio si potrebbe partire da un altro ddl che sostituisce quello in commissione attualmente, sottoscritto da 67 parlamentari.

La seduta è proseguita con la trattazione di un ddl ancora più spinoso e che riguarda le norme che regolano le ineleggibilità e le incompatibilità dei deputati regionali, il cosiddetto ddl antiparentopoli.  Moltissimi gli interventi da parte dei rappresentanti di tutti i partiti, dopo i quali il presidente Ardizzone ha sospeso la seduta per una mezz’ora, per permettere ai partiti di trovare la giusta sintesi per addivenire a un accordo per l’approvazione del testo.
 
Tornati in Aula ieri sera il presidente della commissione Affari istituzionali Marco Forzese ha preso la parola dichiarando che il testo deve assolutamente essere esitato entro la serata e che il problema riguarda esclusivamente gli ambiti occupazionali in contrasto con le cariche di deputato regionale. Ma la seduta ha dovuto essere sospesa ancora una volta perché metà dei componenti della commissione nel frattempo non erano rientrati in Aula.

Intanto in commissione Territorio e ambiente la segreteria generale dello stato ha bloccato l’esame di un disegno di legge governativo perché la sua materia potrebbe essere di competenza nazionale. Nel documento si legge che “Il territorio della Regione siciliana è dichiarato denuclearizzato".

"È precluso il transito - si legge ancora nel ddl che porta la firma dell'assessore al Territorio Mariella Lo Bello e che ha tra i suoi obiettivi quello di stoppare il Muos di Niscemi - e la presenza, anche transitoria, di materiali nucleari non prodotti nel territorio regionale". Unica eccezione per i materiali necessari a scopi sanitari e scientifici.

L'articolo 2 del ddl stabilisce che il Piano d'azione sull'utilizzo di energie da fonti rinnovabili "privilegia l'utilizzo dell'energia solare da fonti di energia alternative all'eolico. Così nelle more del redigendo Piano energetico regionale, è vietata l'autorizzazione di nuovi impianti eolici", in quanto "fortemente impattanti sul piano paesaggistico-ambientale". Infine, l'articolo tre stabilisce che "in assenza di studi scientifici dell'Istituto superiore di sanità che escludano rischi per la salute umana e l'ambiente, è vietata l'installazione di impianti capaci di generare un rilevante inquinamento elettromagnetico”.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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