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Il giorno del dolore per la strage del bus in Iripinia
di Redazione

Autista, mezzo, condizioni della strada: si indaga sulle possibili cause

Tags: Pozzuoli



AVELLINO - Si sono svolti ieri mattina, nel Palazzetto dello Sport di Monteruscello, frazione di Pozzuoli, davanti a circa quattromila persone, i funerali delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. Un lungo applauso ha concluso la cerimonia, mentre i parenti continuavano a stare seduti a terra, accanto alle bare. Sull'altare è salito il sindaco di Pozzuoli (Napoli), Vincenzo Figliolia che ha ringraziato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, presente ai funerali, le altre autorità, i parenti delle vittime, le associazioni.

La messa è stata officiata da mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli. Oltre al premier Enrico Letta, erano presenti i ministri De Girolamo e Orlando, il governatore Stefano Caldoro, il leader del Pd, Guglielmo Epifani, tra gli altri.
“Ai magistrati spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano che si verifichino altri incidenti. La prima solidarietà è il rispetto delle regole!”, ha detto mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, durante l'omelia. “Preghiamo per tutti i feriti, il Signore non permetta che si aggiungano altri nomi al già straziante elenco”.

Si susseguono intanto le testimonianze. Lo scrittore Marco Stramaccioni ha raccontato la sua esperienza sul viadotto in cui è precipitato il bus in Irpinia: “'Eravamo in macchina in coda prima del viadotto sulla A16 per la presenza di un restringimento di carreggiata, ad un certo punto ho sentito un forte rumore. Istintivamente ho guardato nello specchietto retrovisore e ho visto un pullman arrivare a velocità eccessiva. L'autobus procedeva sulla destra e allora istintivamente mi sono buttato con l'auto sulla sinistra - prosegue Stramaccioni -. Il pullmann mi ha preso nella parte posteriore della macchina, mi ha sollevato, poggiandomi su altre macchine. Ho toccato la mia compagna perchè non avevo il coraggio di girarmi e le ho detto: ‘siamo vivi’”.

Si indaga su tre piste per individuare le responsabilità dell'incidente: verificare se l'autista aveva assunto bevande alcoliche, se il mezzo era efficiente (freni, gomme, revisione, ecc.), se le condizioni della strada erano secondo la norma (lavori in corso segnalati, ecc.). Lo ha detto il procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, intervistato da Uno Mattina. Questi tre elementi, ha spiegato Cantelmo, “possono concorrere tra loro. Ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, ma su nomi e numero rispetto il riserbo investigativo”. Quanto ai tempi dell'inchiesta, ha aggiunto, “mi impegno a dare una risposta di giustizia in tempi assolutamente ragionevoli”.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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