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Palermo - Teatro Massimo: tagli o collasso in bilancio un buco da 3,4 mln di euro
di Gaspare Ingargiola

Già ridotte le spese per direttori artistici e stipendi del personale, ma occorrono ulteriori interventi. Duro il giudizio del commissario Carapezza Guttuso sulle precedenti gestioni

Tags: Palermo, Teatro Massimo



PALERMO – Che la situazione finanziaria del Teatro Massimo di Palermo fosse critica è cosa nota da tempo. Ma la scorsa settimana l’approvazione del bilancio consuntivo 2012 da parte dell’assemblea dei soci (Ministero dei Beni culturali, Regione siciliana, Comune di Palermo) ha certificato la realtà dei fatti, che si traduce in un disavanzo di 3.431 milioni di euro “che riguarda l’esercizio precedente”, come ha tenuto a sottolineare il commissario straordinario della Fondazione, il prefetto ministeriale Fabio Carapezza Guttuso.

Il commissario non le manda certo a dire ai dirigenti che l’hanno preceduto, tanto da fargli definire la ratifica dell’esercizio finanziario “il frutto di un’attenta ricostruzione della realtà delle cose, che ha inciso inevitabilmente sulla gestione del 2013 e sul bilancio di previsione 2013-2015 già approvato”.

“In particolare – si legge nella nota ufficiale dell’Ente – in questi mesi il commissario straordinario ha dovuto, da un lato, modificare la programmazione artistica già approvata, contrattualizzata e commercializzata nel 2012, e, dall’altro, ha dovuto chiudere un accordo con le organizzazioni sindacali per intervenire sulle retribuzioni del personale dipendente”.

Non è sempre detto, infatti, che uno stato di crisi sia dovuto alla spending review di montiana memoria: se è vero, da una parte, che il contributo statale si è ridotto di 2,1 milioni di euro e quello regionale di quasi tre milioni (per circa 5,3 milioni di tagli complessivi), è altrettanto vero che Carapezza Guttuso ha dovuto intraprendere la strada del rigore operando “scelte dolorose”, come lui stesso le ha definite: a partire dai compensi dei vari direttori artistici, che con l’ultimo sovrintendente Antonio Cognata erano schizzati fino ai 950 mila euro mentre ora si aggirano sui 780 mila euro. Anche gli stipendi del personale sono stati notevolmente ribassati passando dai 17,6 milioni del 2011 a 16,7 milioni, mentre un’ottantina di dipendenti si è trasferita consentendo un ulteriore risparmio. A tal proposito, il commissario ha voluto ringraziare le parti sociali “che hanno responsabilmente compreso la necessità di operare alcuni tagli”.

L’azione di Carapezza Guttuso si è estesa anche alla revisione della programmazione artistica con il rinvio a data da destinarsi delle opere Siegfried e Götterdämmerung del ciclo wagneriano Ring des Nibelungen, ritenute troppo costose: l’intera tetralogia sfiorava i 4 milioni. Una scelta che ha contribuito a scongiurare i licenziamenti delle maestranze: “Abbiamo salvato tutti – ha affermato il commissario – scenografi, sarti, luminotecnici e affrontiamo i prossimi mesi con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio”.

L’altro fronte sul quale l’assemblea dei soci ha operato è stato il rilancio culturale e turistico del Teatro. Negli ultimi anni gli incassi da sbigliettamenti e abbonamenti sono precipitati (oltre 200 mila euro in meno), come pure le sponsorizzazioni, calate di ben 3 milioni. È su questi aspetti che Guttuso intende puntare forte: allargamento all’estero delle commissioni delle maestranze, pacchetti turistici con sponsor e tour operator e incentivi per aumentare le visite alle mostre: “Si registra un flusso costante – ha spiegato – nelle presenze di turisti e visitatori del teatro nonché un’accoglienza calorosa per le attività estive che il Massimo sta proponendo a Palermo, Bagheria, Petralia, Tindari e Cefalù. Anche il pubblico ha apprezzato la rimodulazione della programmazione artistica 2013 e sta reagendo positivamente alla prima tranche di rinnovo degli abbonamenti per la stagione 2014”.

Uno dei più fieri avversari di Cognata è stato, fin dal suo insediamento, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha così commentato i dati disastrosi del bilancio: “Ora qualcuno dovrebbe chiedere scusa all’Amministrazione comunale e all’assessore alla Cultura Francesco Giambrone. Mi riferisco a tutti coloro che ci hanno ricoperto di insulti”.

Articolo pubblicato il 06 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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