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Quotidiano di Sicilia

La capacità contributiva sotto la lente di ingrandimento del Fisco
di Salvatore Forastieri

I controlli dell’Agenzia delle Entrate potranno scattare a partire dall’anno di imposta 2009. Col nuovo redditometro nuovi poteri di controllo sul reddito dei contribuenti

Tags: Agenzia Delle Entrate, Evasione Fiscale, Fisco



ROMA - Nel 2010, con il D.L. 78, sono state introdotte alcune disposizioni le quali, modificando il vecchio accertamento “sintetico”, hanno attribuito al Fisco nuovi poteri di controllo consentendogli di calcolare il reddito complessivo delle persone fisiche attraverso la capacità di spesa risultante dalla grande mole di dati di cui l’Amministrazione Finanziaria dispone, principalmente attraverso il cosìddetto “spesometro” ed attraverso le informazioni bancarie, di cui è ormai in possesso.

Due anni dopo, precisamente in data 24/12/2012, è stato emanato il Decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze necessario per individuare le voci di spesa da prendere in considerazione per effettuare la determinazione sintetica del reddito, per utilizzare, cioè, gli specifici elementi indicativi della capacità contributiva determinati, tenendo conto anche della composizione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza, ogni due anni con apposito decreto ministeriale.
Le nuove disposizioni sull’accertamento sintetico riguardano le annualità dal 2009 in poi.

Come già anticipato qualche tempo fa dalle pagine di questo quotidiano, il nuovo strumento messo a punto dalle “Finanze” consta di oltre 100 voci di spesa, ripartite in dieci macroaree, e tiene conto di 11 tipologie familiari.

Le macroaree delle spese sono: 1) alimentari e bevande; 2) abitazione; 3) combustibili ed energia; 4) mobili, elettrodomestici e servizi per la casa; 5) sanità; 6) trasporti; 7) comunicazioni; 8) istruzione; 9) tempo libero, cultura e giuochi; 10) altri beni e servizi. A queste macroaree, si aggiungono le spese per investimenti riguardanti: immobili, beni mobili registrati (autoveicoli, natanti ed aeromobili), polizze assicurative, contributi volontari, azioni e titoli di varia natura. Costituiscono investimenti anche gli acquisti di oro, numismatica e filatelia, nonché oggetti d’arte e di antiquariato.

Le tipologie familiari sono: 1) Persona sola con meno di 35 anni; 2) Coppia senza figli con meno di 35 anni; 3) Persona sola con età compresa tra 35 e 64 anni; 4) Coppia senza figli con età compresa tra 35 e 64 anni; 5) Persona sola con 65 anni o più; 6) Coppia senza figli con 65 anni o più; 7) Coppia con un figlio; 8) Coppia con due figli; 9) Coppia con tre o più figli; 10) Monogenitore; 11) Altre tipologie.
Tra le diverse tipologie di spesa ve ne sono alcune alla cui formazione concorrono anche valori medi rilevati dai dati Istat, circostanza quest’ultima che, proprio per la componente assolutamente presuntiva, ha fatto allarmare gli addetti ai lavori, ritenendo che una simile determinazione non sia compatibile con la determinazione presuntiva dei ricavi.

Con il nuovo redditometro, gli uffici finanziari, in presenza di determinate condizioni previste dalla legge, avvalendosi di una presunzione legale relativa, risalgono da un fatto noto (cioè la manifestazione di capacità contributiva del soggetto controllato) ad un fatto ignoto (ossia il reddito effettivo) e, conseguentemente, verificano l’esistenza di eventuali redditi non dichiarati.
è importante ricordare che il D.L. 78/2010 ha stabilito che l’emissione dell’avviso di accertamento sintetico è possibile solo quando viene rilevato, anche per un solo periodo d’imposta, uno scostamento minimo (tra ricavi dichiarati e ricavi presunti) del 20%.

E' pure importante evidenziare che resta ferma, comunque, la possibilità per il contribuente, nell’ottica dell’inversione dell’onere della prova che caratterizza il principio della presunzione legale relativa, di dimostrare che il reddito determinato sinteticamente è comunque compatibile con il reddito dichiarato.

Il legislatore, tra l’altro, a differenza del vecchio accertamento sintetico, in linea con legge 212/2000 (lo Statuto dei Diritti del Contribuente), ha riconosciuto una maggior tutela del contribuente controllato, chiedendo espressamente (articolo 38, comma 7) agli uffici di “invitare il contribuente… a fornire notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218” .
 

 
“Selezionati” solo i soggetti con scostamenti significativi

In possesso, ora, di tutti gli strumenti legislativi necessari, l’Agenzia delle Entrate ha emanato, in data 31 luglio 2013, la circolare n. 24, con la quale vengono fornite agli Uffici operativi le istruzioni necessarie per la gestione di questo incisivo strumento di controllo. Dalla circolare emergono punti abbastanza interessanti. L’Agenzia, infatti, fa sapere che, effettuando la selezione dei soggetti che presentano scostamenti che possono legittimare l’accertamento sintetico, non si terrà conto, in prima battuta, delle spese che fanno riferimento alle medie Istat.

Saranno selezionati, pertanto, solo coloro i quali presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, evitando “situazioni di marginalità economica”.

Una volta fatta la selezione, gli uffici valuteranno lo strumento più idoneo da utilizzare nella successiva fase di controllo, considerato che, specialmente nel caso di soggetti esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, potrebbe risultare più efficace la rettifica analitica. In questi casi l’accertamento sintetico potrebbe servire per rafforzare la determinazione del reddito effettuata in maniera analitica.
 

 
Contraddittorio. Accertamento con adesione del contribuente

La circolare, poi, si sofferma sulle ipotesi che potrebbero giustificare, anche attraverso il contraddittorio, lo scostamento emerso in fase di selezione, ricordando che solo nel caso in cui in sede di confronto non dovessero emergere chiarimenti esaustivi, verranno prese in considerazione anche le altre tipologie di spese rilevate dall’Istat su cui, comunque, il contribuente ha sempre la possibilità di fornire adeguate giustificazioni.

Per ogni incontro viene redatto apposito processo verbale.
Nel caso in cui il contribuente non risponde all’invito al contraddittorio, oppure quando, dopo l’incontro, continuano a sussistere elementi di incoerenza tra reddito dichiarato e reddito sinteticamente determinato, l’Ufficio valuta l’opportunità di proseguire l’indagine attraverso approfondimenti più penetranti, come i “controlli bancari” o altre verifiche.

L’Ufficio, comunque, per legge, ha l’obbligo di attivare l’ “accertamento con adesione”, che prevede la possibilità della definizione attraverso il pagamento delle somme dovute entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione, con la riduzione alla metà delle sanzioni normalmente previste in caso di adesione.
Se il contribuente non aderisce a tale invito, invece, il contraddittorio sarà svolto e, in caso di “adesione” successiva, le sanzioni si ridurranno ad un terzo.
 


La circolare n. 24 dell’Agenzia delle Entrate e le modalità di determinazione del reddito

La circolare dell’Agenzia delle Entrate, per la verità, sembra abbastanza attenta verso l’importantissima fase di selezione, anche per evitare situazioni marginali.

Il documento delle Entrate, spiega pure le modalità determinazione delle spese di cui si tiene conto ai fini della determinazione sintetica del reddito, dicendo di fare preliminarmente un “lifestage” risultante dalla “famiglia fiscale” risultante dall’Anagrafe tributaria, ossia prendendo in considerazione le informazioni dei prospetti familiari risultanti nelle dichiarazioni dei redditi o nel CUD, e distinguendo poi le spese come appresso:
a) “Spese certe”, quelle oggettivamente riscontrabili e, pertanto, conosciute sia dal contribuente che dall’Amministrazione finanziaria.
b) “Spese per elementi certi”, ossia quelle determinate applicando, ad elementi certi (per esempio la potenza delle auto possedute, la lunghezza delle barche, ecc.) valori medi rilevati dall’Istat.
c) “Spese Istat”, ossia quelle spese che potremmo definire “figurative” e che sono frutto di elaborazione media dell’Istat.
d) La “quota spese”, riferita all’anno in esame, per l’acquisto di beni e servizi durevoli.
e) La ricostruzione sintetica del reddito complessivo, delle persone fisiche tiene conto, inoltre, della quota di risparmio riscontrata, formatasi nell’anno.
La Circolare conclude fornendo chiarimenti sulle modalità di attribuzione ai singoli componenti della famiglia delle voci di spesa prese in considerazione.

Ricordiamo che lo scorso 20 gennaio, l’Agenzia, dopo aver preso atto delle ostilità verso il nuovo strumento di controllo riscontrate in tutti i settori economici e sociali del Paese, ha cercato di ingentilirlo, mettendo in evidenza l’efficacia anti evasione (dovrebbe servire esclusivamente a stanare i “finti poveri”) e, contemporaneamente, esaltando i lati positivi individuati essenzialmente nella limitata platea di contribuenti che, sia per l’espressa previsione legislativa (l’accertamento sintetico è destinato solo alle persone fisiche), che per la capacità operativa disponibile, potranno subire gli effetti di tale tipologia di accertamento dei redditi. Ora, in presenza di tutte le condizioni di operatività del redditometro, non ci resta che sperare che questo importantissimo strumento di controllo serva veramente al recupero della evasione “vera”, evitando, come assicurato più volte dallo stesso Direttore Befera, tutte le situazioni di marginalità che potrebbero contribuire in misura molto limitata al recupero dell’imposta, ma che darebbero sicuramente luogo all’aumento della conflittualità, incrinando ulteriormente il rapporto di fiducia tra fisco e cittadini.
Anche in questo modo si dà una grossa mano per la crescita del nostro Paese.

Articolo pubblicato il 08 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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