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Messina - Una leggina consente al sindaco di riscrivere il Piano di riequilibrio
di Francesco Torre

Maggiori possibilità per accedere al fondo Salva Comuni ed evitare il dissesto finanziario. C’è tempo fino al 25 novembre per terminare l’analisi sui conti del Comune

Tags: Messina, Renato Accorinti, Luigi Croce, Bruno Mancuso



Messina - Per dare una chance di salvataggio al Comune ci voleva una leggina ad hoc, e alla fine quella leggina è arrivata. Sotto forma di emendamento al cosiddetto Decreto del Fare. “Qualora, in caso di inizio mandato, la delibera di cui al presente comma risulti già presentata dalla precedente amministrazione, ordinaria o commissariale, e non risulti ancora intervenuta la Delibera della Corte dei conti di approvazione o di diniego di cui all’articolo 243-quater, comma 3, l’amministrazione in carica ha la facoltà di rimodulare il piano di riequilibrio, presentando la relativa delibera nei sessanta giorni successivi alla sottoscrizione della relazione di cui all’art. 4-bis, comma 2, del decreto legislativo 6 settembe 2011, n. 149”.
 
Questo il testo dell’emendamento che, presentato dal senatore messinese del Pdl Bruno Mancuso, è stato approvato nella nottata di lunedì dalla Commissione Congiunta Bilancio e Affari Costituzionali del Senato. Giusto in tempo, peraltro, perché solo qualche giorno prima la Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali del Ministero aveva deciso di non rinviare l’istruttoria del piano di equilibrio decennale presentato dal commissario straordinario Luigi Croce, e di rimettere alla Corte dei Conti la valutazione sulla richiesta del sindaco Renato Accorinti di poter rimodulare lo stesso piano per avere maggiori chance per accedere al fondo “Salva Politici”, o “Salva Comuni” che dir si voglia.
 
Una decisione che aveva fatto riemergere di colpo lo spettro del dissesto. Ora, però, il vice sindaco e assessore al bilancio Guido Signorino avrà tempo fino al 25 novembre per terminare l’analisi sui conti di Palazzo Zanca e rimodulare il piano di riequilibrio.Tutto ciò sarebbe stato impossibile senza l’aiuto degli Avengers messinesi, la squadra di superpolitici accorsa al tavolo di Accorinti per salvare il Comune dal dissesto (o meglio i propri partiti dal giudizio dei magistrati sulle responsabilità personali dei buchi di bilancio comunali): D’Alia, Garofalo, Genovese, Lo Monte, i deputati Ars e persino i pentastellati, una “squadra fortissimi” i cui superpoteri hanno portato questo primo risultato, che in altri tempi sarebbe stato valutato una grande forzatura in nome della difesa della Casta ma che oggi, con il buonismo che scorre a fiumi nelle vene, viene vissuto come un segnale di partecipazione e di condivisione. Amen.


Fondi regionali. Gas, Ato3, Atm gli altri progetti di risanamento

Messina - “Si tratta di un tempo ragionevole, che stiamo utilizzando nella maniera più opportuna”. Questo il commento a caldo del vicesindaco Guido Signorino sull’emendamento “Salva Messina” votato dal Senato. “Stiamo lavorando – ha continuato l’assessore al bilancio – anche sulla concessione per la distribuzione delle utenze del gas. Concluso inoltre l’esame dei debiti nei confronti dell’Ato3, per il quale riceveremo un’anticipazione da parte della Regione Siciliana, in questa fase stiamo esaminando la situazione dell’Atm e per questo motivo attualmente siamo negli uffici della Regione a Palermo, insieme al sindaco Accorinti e all’assessore Cacciola, per incontrare il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e l’assessore regionale Antonino Bartolotta. Ai quali – ha concluso Signorino – presenteremo i progetti per il risanamento per i 40 milioni di pronta disponibilità, di cui lo stesso presidente Crocetta ha parlato a Messina”. Molta carne al fuoco. In bocca al lupo.

Articolo pubblicato il 08 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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