Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Epilessia: in Sicilia colpisce l’1% della popolazione
di Liliana Rosano

Secondo Lice in Italia sarebbero 500.000 i soggetti affetti, 30.000 i nuovi casi ogni anno. I picchi di maggior incidenza si registrano nei confronti dei bambini (2%)

Tags: Epilessia, Lice



PALERMO - Circa l’1% della popolazione in Sicilia è colpita dall’epilessia, con picchi di maggior incidenza nei bambini (circa 2%) e nella terza età. Sono i dati forniti dalla sede siciliana della Lega italiana contro l’epilessia (Lice). Purtroppo, non esiste un registro dell’epilessia e pertanto determinarne il numero esatto non è possibile; facendo riferimenti a vari studi statistici si afferma che, nei tre quarti dei casi l’esordio è prima dei 20 anni, in un quarto le crisi possono essere frequenti e resistenti alla terapia. Se all’improvviso... un bambino viene colto da una crisi epilettica a scuola?
 
E’ la domanda più frequente che gli insegnanti rivolgono ai neurologi e che ha dato il nome alla Campagna di sensibilizzazione nelle scuole promossa dai neurologi della Lega italiana contro l’Epilessia (Lice) in occasione della Giornata Europea per l’Epilessia, che ha coinvolto 17 regioni, 150 scuole previste, oltre 700 insegnanti e circa 15.000 bambini. Nel nostro Paese, l’epilessia conta oltre 500.000 malati, circa 30.000 casi nuovi all’anno e un’incidenza particolarmente elevata nei bambini.
 
Tra i più piccoli, la fascia d’età più a rischio è quella sotto il primo anno di vita. La campagna ‘’Se all’improvviso...’’ ha avuto l’obiettivo di colmare quelle lacune sulla conoscenza della epilessia, emerse dalla survey condotta dalla Lice sui docenti di scuola primaria e pubblicata sulla rivista Epilepsy and Behavior. Dall’indagine risulta che ben il 44% degli insegnanti dichiara di avere o aver avuto un bambino con epilessia in classe, ma che solo i due terzi di questi è stato informato dai genitori.
 
Le difficoltà dei genitori nei confronti della malattia, sono state riscontrate anche dagli stessi insegnanti: infatti, il 64% di questi non si sente in grado di gestire un bambino con una crisi epilettica in atto, mentre il 57,9 degli intervistati pensa di dover porre un oggetto in bocca al bambino durante una crisi. Il 24,7% pensa che l’epilessia metta a rischio le capacità di apprendimento del bambino e il 32,8% pensa che la malattia sia un impedimento per l’attività motoria e ricreativa.
 
A differenza di quanto comunemente si creda, l’epilessia non incide in modo significativo sulle capacità di apprendimento del bambino, nè tanto meno sulle sue possibilità di gioco: se non soffre di forme gravi, il bambino epilettico può prendere parte a tutte le attività che vengono svolte in classe. In caso di crisi epilettica in classe, non bisogna mai infilare oggetti in bocca ne’ tantomeno cercare di bloccare la persona.
 
Far sì, invece, che il bambino non si faccia male, sfilando gli occhiali e ponendo, se possibile, un cuscino sotto la testa. Sono queste alcune delle conoscenze di base sull’epilessia che verranno fornite nelle scuole attraverso il progetto ‘’Se all’improvviso..’ che aiuterà gli insegnanti e i bambini a conoscere l’epilessia e a non averne paura, anche attraverso l’impiego strumenti adatti ai piu’ piccoli, come la fiaba Sara e le sbiruline di Emily, una brochure che propone un percorso ludico educativo e un poster con illustrazioni a fumetti relativo alle prime manovre di soccorso da effettuare in caso di crisi epilettica.

Articolo pubblicato il 14 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus