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Quotidiano di Sicilia

La Zfu di Partinico? “è solo grande bluff”. E l’imprenditoria cola sempre più a picco
di Vincenza Grimaudo

Il confermato sindaco Lo Biundo ha fatto della Zona franca urbana un perno della campagna elettorale

Tags: Salvo Lo Biundo. Partinico



PARTINICO (PA) – “Con la nascita della Zona franca urbana questo territorio potrà guardare al suo sviluppo economico in questo momento difficilissimo”: parola di Rosario Crocetta, presidente della Regione, a braccetto con il riconfermato sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo. In città si erano appena concluse le elezioni amministrative che hanno visto la riconferma proprio di Lo Biundo, il quale ha imperniato buona parte della sua campagna elettorale sulla sicura nascita delle Zfu in città. A distanza di qualche settimana dalla conclusione delle elezioni, però, si è scoperto che era tutto un bluff: Partinico era soltanto stata dichiarata tra le aree “ammissibili”. E infatti nell’ultimo decreto della Regione sul tema non è stata finanziata la Zona franca urbana cittadina. Dunque niente agevolazioni contributive e fiscali alle imprese.

Per questo sono insorte le forze d’opposizione in Consiglio comunale, che hanno svelato tutti i vari passaggi burocratici che hanno condotto alla bocciatura: già nel 2008 Partinico venne esclusa dalle Zfu perché non rispettava i criteri definiti dal Cipe con delibera 5/2008. Nel 2010 la Regione Sicilia emanò la legge 11 del 10 maggio 2010 in cui all'articolo 67 si concedeva l'opportunità ai Comuni di costituire nuove Zfu, ma il Comune di Partinico non colse questa opportunità non presentando istanza di finanziamento.

Nel 2012, e poi ad aprile 2013, con deliberazione di Giunta regionale numero 133 si definirono le Zfu in Sicilia e Partinico, per l’appunto, non venne inserita. Infine, nella Gazzetta ufficiale numero 161 dell’11/07/2013 sono state pubblicate le Zona franche in tutta Italia e Partinico non è presente.

L’esclusione ha suscitato un vespaio di polemiche, con le forze d’opposizione che hanno chiesto la testa dell’assessore Vito D’Amico. “Chiediamo quantomeno le sue dimissioni – hanno scritto Gianluca Ricupati e Valentina Speciale del movimento Cambiamo Partinico - se non addirittura del sindaco stesso. Il primo cittadino ha già dimostrato di aver portato avanti una campagna elettorale sulle menzogne. Abbiamo ricostruito documentalmente tutti i vari passaggi burocratici che sono stati pubblicati in un dossier. Quello che si può evincere è che già dal 2008 si sapeva che Partinico non rientrava tra i Comuni finanziabili. È evidente che si è mentito e anche per lungo tempo”.

In conferenza stampa i gruppi consiliari di Guardiamo avanti, Servire-non servirsi, Pd e Leali hanno chiesto all’amministrazione di informare la cittadinanza sulla questione. “La verità è che Partinico – ha incalzato il consigliere Mauro Lo Baido – non ha mai rispettato i criteri richiesti, quindi l’epilogo era scontato. Credo sarebbe stato più opportuno che si fosse stati chiari con la città e soprattutto con gli imprenditori, che in questo modo si sentono presi in giro”.

“Ci spiace constatare – ha aggiunto Mimmo Provenzano, esponente della Cna - che una parte del mondo politico si limiti a polemiche sterili mentre servirebbe una convergenza trasversale per difendere gli interessi del territorio”. Questa mancata opportunità per le imprese si somma a una situazione alquanto “depressa” dal punto di vista economico. In città ci sono soltanto micro o piccole imprese e il territorio vanta come unica realtà un po’ più consistente la distilleria Bertolino, la più grande industria insalubre di prima classe in Europa nel settore della distillazione. Per il resto vi è un generale “deserto” di attività produttive.

Neanche l’area artigianale è mai decollata, dato che può contare soltanto su qualche piccola azienda. Basti pensare che la prima impresa vi si insediò nel 2003, circa un anno dopo l’inaugurazione di quella che doveva rappresentare un’opportunità di rilancio per tutto il sistema economico locale. Tutto si è poi ulteriormente complicato con la perdita di un finanziamento attraverso il Patto territoriale del Golfo di Castellammare, mentre da un anno a questa parte si aspetta dalla Regione l’elargizione di un finanziamento per 17 imprese del settore. In tutto sono attesi all’incirca 8 milioni di euro, pari al 50 per cento del singolo progetto finanziato quale quota a fondo perduto. A portare avanti le istanze per il finanziamento il Consorzio Cosar, che riunisce un ampio cartello di imprese artigiane, e la Cna. “Non capiamo – ha aggiunto Provenzano - il ritardo di questo stanziamento. In questo modo si uccide il mondo delle imprese artigiane. Penso che la Regione debba finalmente dare la risposte che tutti si aspettano per cercare di superare questo momento di crisi davvero pesante. Si deve partire dalle imprese se si vuole puntare ad una ripresa. Le imprese sono il motore propulsore dell’energia”.
Il sogno di una Partinico produttiva, sino a oggi, rimane solo tristemente sulla carta.


Responsabilità della Regione adesso si cerca di rimediare

 
PARTINICO (PA) – Subito una mazzata per la neogiunta del Salvo Lo Biundo-bis. Un grattacapo di non poco conto a cui dovere far fronte. L’assessore regionale alle Attività produttive del governo Crocetta, Lidia Vanchieri, si è detta pronta ad attivare tutte le procedure necessarie per rimediare. “Durante il passaggio di consegne nel 2008 tra i due capi del Dipartimento regionale Programmazione, quando Felice Bonanno subentrò a Gabriella Palocci – hanno affermato dal Comune di Partinico attraverso una nota stampa - la Regione non ha ratificato correttamente il recepimento dell’integrazione sulla superficie della Zona franca urbana di Partinico, richiesta da Palazzo D’Orleans ed inviata nei tempi dovuti dall’amministrazione comunale”.

Nei giorni scorsi il sindaco di Partinico, Salvo Lo Biundo, ha incontrato a Palermo l’assessore Vanchieri e il capo del dipartimento Programmazione Falgares. Durante l’incontro sono state ripercorse tutte le tappe della procedura. Il primo cittadino di Partinico ha portato con se l’intera documentazione attestante il corretto espletamento del procedimento: “L’assessore Vanchieri – hanno scritto dal Comune - ha preso atto del legittimo inserimento del Comune di Partinico nell’elenco della Zona franca urbana e ha assicurato tutta l’attenzione necessaria per rimediare al disguido che, con carte alla mano, non è attribuibile al Comune di Partinico che comunque rientra ancora nella graduatoria nazionale del ministero per la Coesione territoriale per le Zone franche urbane”.

L’assessore D’Amico, intanto, ha respinto le critiche: “Noi abbiamo fatto tutto ripresentando il progetto e in tal modo rispettando tutti i criteri richiesti. Da parte di questa amministrazione non c’è alcuna responsabilità in merito. Ci auguriamo che, come già annunciato dal governo regionale, si riveda la graduatoria e Partinico rientri come è giusto che sia”.

Articolo pubblicato il 14 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L'area artigianale semideserta
Gianluca Ricupati e Valentina Speciale
Gianluca Ricupati e Valentina Speciale