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Quotidiano di Sicilia

Agrigento - Cupa, discussione ancora aperta
di Paolo Picone

L’ex vertice del Consorzio ha subito annunciato la volontà di presentare ricorso: “Un atto illegittimo”. Il presidente del Polo universitario, Maria Immordino, è stata sollevata dall’incarico

Tags: Benito Infurnari, Maria Immordino, Agrigento, Cupa, Giovanni Di Maida, Università



AGRIGENTO – Marcia indietro del commissario della Provincia, Benito Infurnari, sulla revoca del Consiglio di amministrazione del Consorzio universitario composto da: Maria Immordino e Giovanni Di Maida. Infurnari ha proceduto alla regolarizzazione della posizione dei componenti il Cda del Cupa, considerato che “Il Consorzio – si legge nella determina commissariale – sta attraversando una fase di fondamentale importanza per il proseguo delle attività, che possono essere agevolmente assicurate mediante un’opportuna continuità nella composizione degli organi di governo, i quali in prossimità del nuovo anno accademico, con tempestività possono definirne i programmi”.

Quindi l’ex presidente Immordino e l’ex presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Giovanni Di Maida, tornano nel pieno delle proprie funzioni. Il 2 agosto scorso, il commissario Infurnari aveva dichiarato decaduta dall’incarico la presidente del Cupa, Maria Immordino, indicata dall’Ente quando era in carica l’ex presidente Eugenio D’Orsi. Con Immordino era decaduto quale componente del Cda anche Giovanni Di Maida, in quanto indicato anche lui dalla conclusa amministrazione provinciale. In soccorso della presidente Immordino era intervenuto anche il rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, che in una lettera inviata al commissario Infurnari aveva chiesto lumi sulla sua presa di posizione.

La preside Immordino aveva annunciato battaglia: “Dal punto di vista giuridico sono ancora il presidente, è stata l’assemblea dei soci a nominarmi ed è la stessa assemblea che può procedere alla revoca, motivandola”. E si era detta pronta anche ad agire per vie legali.
 
“Sono pronta ad adire le vie legali, penali, civili ed amministrative. Quella nota è un atto illegittimo – aveva tuonato la preside dell’università agrigentina. Ho accettato l’incarico con spirito di servizio cogliendone la sfida, ritenendo che una buona politica, che cura valori e interessi collettivi, avrebbe potuto riprendere le sorti del Consorzio. Avevo cominciato a portare avanti una serie di iniziative per radicare l’Università sul territorio. Stavo attuando dei tagli. Ero pronta anche a dimezzarmi l’indennità a 400 euro lordi”.
 
La situazione economica al Polo universitario è nota: 800 mila euro di debiti nei confronti dei docenti, risalenti ad emolumenti datati perfino 2009. Dalla Regione non arrivano più fondi e la Provincia ha ridotto di circa 200 mila euro il finanziamento previsto. E il futuro del Cupa sembra sempre più cupo.


Necessari 780 mila € per restare a galla. Il commissario della Provincia chiede l’aiuto della Regione

AGRIGENTO - Per salvare il Consorzio universitario sono necessari 780 mila euro. Soldi che la Provincia non riesce a garantire viste le difficoltà economiche. E allora, al commissario straordinario, Benito Infurnari, non è rimasto che invocare l’aiuto di “mamma Regione”. Diverse lettere sono state inviate al presidente Crocetta e più volte il commissario si è recato a Palermo per conferire con il governatore. La risposta è stata: “Dobbiamo attendere l’assestamento al Bilancio che l’Ars varerà entro la metà di settembre – ha detto il commissario Infurnari – una volta ricevuta la rassicurazione sulla destinazione dei fondi per l’università potremmo varare il Bilancio di previsione della Provincia”. Alla Regione è stata chiesta l’erogazione della somma pari a 800 mila euro. “Se questi soldi ci verranno accordati – continua l’amministratore – potremmo trovare anche soluzioni interne al nostro Bilancio per assicurare anche la continuità didattica del Toscanini”.

Articolo pubblicato il 15 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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