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Catania - Comune: default o salvezza? Il verdetto tra due settimane
di Melania Tanteri

Il sindaco Bianco aspetta anche di conoscere il risultato della verifica chiesta alla Ragioneria dello Stato. Piano di rientro, si attende la Corte dei Conti: i debiti verrebbero pagati in 10 anni

Tags: Conti Pubblici, Enzo Bianco, Catania, Corte Dei Conti



CATANIA - L'estate è agli sgoccioli e per la città di Catania si avvicina il giorno del giudizio, almeno quello relativo ai conti pubblici. Sarà a settembre, infatti, che si conosceranno le sorti della città dal punto di vista economico e finanziario, dal momento che si attende l'esito non solo della richiesta al decreto Salva Enti, che permetterebbe a Catania di ottenere la possibilità di spalmare il proprio ingente debito nei prossimi dieci anni (ma ancora la Corte dei conti non si è espressa sul contenuto del Piano di rientro predisposto dall'amministrazione Stancanelli), ma anche relativamente alla verifica sui conti che il sindaco Bianco ha chiesto alla Ragioneria dello Stato non appena insediatosi, due mesi fa.
 
Bisogna attendere, quindi, un paio di settimane ancora per sapere se Catania andrà in default o riuscirà a salvarsi, almeno formalmente, attivando le misure di pre-dissesto, ma la situazione sembra più critica del previsto, aggravata da alcuni “errori” della Giunta precedente che si sarebbe lasciata scappare la possibilità di ottenere alcune decine di milioni dal Governo.
Si tratta di fondi del decreto legge n. 35 dell'aprile del 2013, che avrebbe permesso al Comune di Catania di ottenere un finanziamento per il pagmento dei debiti contratti dalla PA, strumento di cui si sono avvalsi molti Enti ma non Catania, che così avrebbe perduto la possibilità di avere circa 130 milioni che avrebbero dato ossigeno alla situazione asfittica dell'economia in generale.

E cercare di riattivare la possibilità di ottenere questi fondi, o parte di questi, è uno degli impegni assunti dal primo cittadino che ha affermato l'intenzione di tentare “una correzione attraverso la richiesta di riapertura dei termini del decreto n. 35” e di chiedere “un sostegno a tutta la deputazione catanese, come facemmo noi per il caso dei 140 milioni concessi alla città dal governo Berlusconi”. Non è affatto passata, dunque,la tempesta sulle casse comunali della città di Catania e il rischio dissesto è ancora dietro l'angolo, con tutto quello che comporta (tasse e tariffe al massimo, creditori pagati al 40 per cento e blocco della spesa). Ma l'amministraione Bianco, anche per bocca dell'assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando, ha più volte manifestato l'intenzione di fare di tutto per evitare il tracollo economico, dal quale sarebbe ancora più difficile riprendersi.

“Al di là della verifica di cassa del soggetto terzo – ha spiegato l'assessore Girlando - se il Piano di rientro sarà ritenuto sostenibile ci impegneremo allo spasimo per il bene della città”.
E la volontà di proseguire nell'opera avviata dalla precedente amministrazione, pur con qualche correttivo, sembrerebbe evidente dal mantenimento all'interno del proprio staff da parte di Enzo Bianco di una figura come quella del ragioniere generale, di fatto tra macchinisti dell'operazione di risanamento avviata dall'ex sindaco Raffaele Stancanelli. Il ragioniere della passata amministrazione, Giorgio Santonocito, è stato infatti arruolato per due mesi a titolo gratuito come esperto del sindaco in materia di finanze ma, con molta probabilità, sarà lui ad essere riconfermato alla guida di Palazzo dei Chierici, forse già dal mese prossimo.

Articolo pubblicato il 21 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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