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Caltanissetta - Bus fermi e cittadini appiedati
di Nicola Digiugno

Roberta Leonardi, presidente della cooperativa: “E' storicamente il nostro momento più difficile. Da Ferragosto i mezzi della Scat sono bloccati: mancano i soldi per la benzina"

Tags: Trasporto Pubblico, Trasporti



CALTANISSETTA – La città è rimasta a piedi. La sospensione del servizio di trasporto urbano, già da Ferragosto, ha creato notevoli disagi fra gli utenti che quotidianamente fruivano del bus per raggiungere l’ospedale Sant’Elia, fuori dal centro abitato, o per spostarsi da una parte all’altra della città, dal Villaggio Santa Barbara al centro storico, da San Luca alla Cittadella.
La Scat, che attende le somme dovute dal Comune, è alle prese con un altro problema, non di poco conto, che “riguarda un accenno di risoluzione di contratto da parte dell'Amministrazione comunale”, spiega Roberta Leonardi, presidente della cooperativa.

“Abbiamo ricevuto – aggiunge - una lettera raccomandata. Dobbiamo capire i termini. Non ci sono mai stati problemi da parte nostra, abbiamo sempre ottemperato agli obblighi contrattuali. Chiaramente ciò crea preoccupazione nell'azienda, fra i soci e i lavoratori. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. Non capisco cosa abbiamo fatto”. La risoluzione del contratto potrebbe avvenire dopo il 10 settembre.

Adesso quali sono le prospettive? “Intanto – spiega Leonardi - speriamo di riprendere a breve il servizio, visti i problemi burocratici venutisi a creare. Già risolti dopo un incontro con il segretario generale del Comune, Eugenio Alessi, che è stato abbastanza disponibile. Stiamo aspettando il mandato di pagamento e i soldi nel conto corrente. Purtroppo siamo rimasti completamente a secco di risorse finanziarie e non possiamo pagare materialmente il carburante. Gli autobus sono fermi per questo motivo: attendiamo notizie dal Comune in questo senso. A quanto pare basterebbe una firma per il mandato”.

La massima responsabile della Scat conclude così: “Il futuro ha un grosso punto interrogativo, visti i problemi con l'amministrazione comunale. Essendo gestori di un servizio pubblico, speravamo in un rapporto diverso con l’Ente. In effetti, c'è sempre una sorta di braccio di ferro. Anche per le cose più semplici, come i pagamenti, e per questo siamo costretti a ricorrere al blocco dei servizi. La Scat è operativa dal 1970, nata dopo il fallimento di una società che gestiva proprio gli stessi servizi sin dagli anni Cinquanta. È storicamente il momento più difficile, mai ci eravamo trovati in una situazione del genere. Non riusciamo a comprendere il perché. Siamo sempre stati disponibili”.


Contratto da ridiscutere  - L’amministrazione comunale vuole ridimensionare i costi

CALTANISSETTA – Circa la possibile risoluzione del contratto fra Scat e Comune si è espresso il vice sindaco Carlo Giarratano: “La questione - dice – va affrontata più in generale, perché l'anno scorso la Regione ha ridotto il budget per il trasporto pubblico. Una diminuzione del venti per cento. Chiaramente ciò ha determinato una riduzione dei trasferimenti, rendendo necessaria la rimodulazione dei servizi. Ciò comporta, dunque, una serie di modifiche. Tra Comune e Scat questa discussione è in atto. La risoluzione del contratto è una condizione limite nel caso in cui non sia possibile una rimodulazione del servizio”.
Intanto, si pensa almeno a far ripartire i bus. “Abbiamo già provveduto – dice il vice sindaco - ad anticipare delle somme, stiamo parlando dei 350 mila euro che la Scat richiedeva per riprendere il servizio. Abbiamo trasmesso il mandato alla Tesoreria. A breve questi soldi verranno versati alla Scat e il problema potrà risolversi".

Articolo pubblicato il 22 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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