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Caro-scuola: nel confronto tra prezzi la chiave per risparmiare
di Roberto Quartarone

Secondo le stime di Federconsumatori le spese per il corredo scolastico 2013 aumenteranno del 2,4%. I primi anni di scuola media e del liceo i più costosi (rispettivamente +5% e 6%)

Tags: Caro Scuola, Federconsumatori



PALERMO – Ogni anno, in estate, si ripropone lo stesso ritornello per le famiglie: c’è da programmare una lunga coda in libreria per comprare i testi per i figli, una gita al supermercato per comprare gli accessori e una capatina in cartoleria per penne, quaderni e matite.
Quest’anno, secondo le stime di Federconsumatori, i costi per il solo corredo saliranno mediamente del 2,4 per cento: da 488 al 499,50 euro. Quest’ultima sembra una tipica cifra civetta per non rivelare la realtà: si parla di 500 euro a studente, un bel salasso. A questa cifra vanno aggiunti 521 euro (+2,8 per cento rispetto al 2012) per i libri di testo e due dizionari. In totale, sono oltre mille euro a studente.

Si tratta di una media, ma chi spende di più sono tutti quegli alunni che devono frequentare il primo anno di scuola media o del liceo. In questi casi, gli aumenti sono rispettivamente del 5 e del 6 per cento (975,28 e 1.286,55 euro, considerando il corredo di zaini, portacolori, borse a tracolla e i libri di testo, che al liceo aumentano con quattro dizionari invece di due).
Un’altra stima meno pesante l’ha realizzata il portale web Tiendeo, che ha realizzato un sondaggio contattando 1.200 consumatori. Dal sondaggio risulta che per ogni ragazzo si spenderà tra i 260 e i 538 euro, ripartiti su libri di testo (54%), cancelleria (18%), abbigliamento (18%) ed elettronica (12%). Sarà proprio questo il periodo in cui verrà effettuato il maggior numero di acquisti, fino alla fine di agosto, anche se una famiglia su cinque ha già comprato tutto a luglio.

La caccia al risparmio è quindi già partita. Il modo che gli utenti del portale preferiscono per risparmiare è il confronto tra i prezzi, mettendo fianco a fianco i volantini promozionali dei supermercati e delle cartolerie o anche dei siti internet. Un ragazzo su tre riutilizzerà il materiale degli anni passati, siano libri o articoli parte del corredo. Solo l’8 per cento degli intervistati guarderà i mercatini dell’usato, o cercherà comunque di acquistare libri di seconda mano. Solo il due per cento, infine, tenterà la strada dei buoni sconto e dei coupon. Oltre la metà dei partecipanti al sondaggio, invece, non guarderà alla marca: ecco un altro modo per mettere da parte i propri risparmi.
Il confronto dei prezzi avviene anche via web: questa pratica è aumentata del 27 per cento. È anche così che si può risparmiare fino al 60 per cento: facendo acquisti in più posti, soppesando prima di arrivare al negozio le varie offerte e poi scegliendo il rapporto qualità-prezzo migliore. Tiendeo ha stimato che in questo modo il risparmio può arrivare fino a 408,65 euro a studente.
Risparmi a parte, la pressione dei costi per la scuola, in particolare in Sicilia, è diventato un problema forte. Anche perché il deputato regionale Michele Cimino, nella sua rubrica sul QdS, ha annunciato un’interrogazione all’Ars in cui chiede di “sapere quali provvedimenti urgenti il governo intende adottare per garantire la regolare erogazione del buono scuola, recuperando possibilmente gli anni di ritardo accumulati”.
In attesa degli sviluppi, le famiglie stanno all’erta e si informano sempre di più per risparmiare e far fronte da sole al caro-scuola.
 

 
Tetti di spesa nei licei puntualmente superati
 
PALERMO – Non è solo con i buoni scuola che le famiglie, soprattutto quelle meno abbienti, possono far fronte alle spese sempre più alte. Secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Federconsumatori, infatti, il ministero dell’Istruzione, retto da Maria Chiara Carrozza, e gli “enti locali dovrebbero potenziare le agevolazioni per l'acquisto dei libri destinate alle famiglie meno abbienti. Il ministero, inoltre, dovrebbe avviare controlli più severi sullo sforamento dei tetti di spesa che, soprattutto nei licei, vengono puntualmente superati”.
“A tale proposito – proseguono Trefiletti e Lannutti – invitiamo le famiglie a segnalarci, come ogni anno, tali situazioni. Per Federconsumatori queste spese si possono contenere incentivando al massimo l'editoria elettronica (un dizionario online può costare solo 8 euro); rendendo disponibili in rete gli aggiornamenti per le nuove edizioni, senza obbligare l'alunno ad acquistare necessariamente un testo nuovo e, infine, ampliando i prestiti dei testi da parte delle scuole”. (rq)

Articolo pubblicato il 28 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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