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Edifici a energia quasi zero, in Sicilia sembra un miraggio
di Rosario Battiato

Statistiche: la stragrande maggioranza degli edifici nell’Isola ha la classe energetica peggiore. L'ecobonus approvato ad agosto prevede scadenze nel 2018 e nel 2020

Tags: Energia, Ecobonus



PALERMO – Il via libera al decreto sull’ecobonus è giunto dal Senato il primo agosto, ma i contenuti di questa legge, decisiva per il potenziamento della green economy in Italia, produrranno un’onda lunga che si protrarrà per un altro decennio. Si tratta della presenza degli edifici a “energia quasi zero”, un’azione sostenute dall’Ue e che in Sicilia avrà molte difficoltà ad attecchire anche a causa della vetustà del patrimonio edilizio pubblico e privato. I termini sono inappellabili: entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici dovranno essere a “energia quasi zero”, una scadenza che è addirittura anticipata per gli edifici pubblici, compresi ospedali e scuole, che avranno come limite massimo il 31 dicembre 2018. Entro giugno 2014 il governo dovrà elaborare un Piano di azione per procedere in questa direzione.

In termini di edilizia pubblica, la Sicilia è una di quelle regioni che deve partire pressoché da zero. Sebbene non esista un database completo di quanto sia stato effettivamente compiuto a livello di efficientamento dell’edilizia pubblica, gli esempi attualmente disponibili non sembrano sorridere. Nell’ultimo report di Legambiente “Comuni rinnovabili 2013” c’è stata soltanto una menzione di rilievo nazionale per le strutture pubbliche che si avvicinano alla rivoluzione verde: nei primi dieci Comuni del solare termico in edilizia pubblica troviamo Catania (1.410 mq) piazzata al quarto posto nazionale. Ci sono degli esempi localmente circoscritti e qualche buona pratica che comincia a dare i suoi frutti – si tratta essenzialmente di piccoli comuni – ma la situazione complessiva degli immobili pubblici risulta decisamente non sostenibile dal punto di vista energetico. Il documento “Manuale per il risparmio energetico in ufficio” messo a punto dall’Ufficio speciale per la riduzione dei consumi energetici ha certificato come la maggior parte degli immobili regionali si inserisce al livello ‘G’ della classe energetica, una fascia che comporta maggiori costi in termini di riscaldamento e produzione di acqua calda.
 
Non va meglio sul fronte del patrimonio scolastico, settore in cui la Regione ha comunque una impossibilità di investimento dettata dal fatto che l’8,58% degli edifici sono in affitto contro una media nazionale del 4,50%. Lo rileva l’ultimo rapporto Legambiente Ecosistema Scuola che ha segnalato come l’Isola sia tra le ultime cinque regioni nazionali per percentuali di edifici che utilizzano fonti rinnovabili (7,17%). Secondo i dati raccolti dall’associazione del cigno, un misero zero per cento campeggia negli edifici costruiti secondo criteri di bioedilizia, mentre soltanto il 16% utilizza fonti di illuminazione a basso consumo . Il dato si abbassa al 7% per gli edifici in cui si utilizzano le fonti di energia rinnovabile.
 
Anche sul privato ci sarebbe tanto da lavorare. In Sicilia, stando ai dati censiti dal dipartimento dell’Energia, risultano depositate appena 49.999 comunicazioni di certificazione energetica degli edifici dal 2009 all’ottobre 2012. Un numero in crescita nei primi dieci mesi dello scorso anno ma che resta comunque bassissimo se confrontato con 1,3 milioni di edifici ad uso abitativo censiti in Sicilia (2,5 milioni di abitazioni). Resta minima anche la la ripartizione percentuale che premia le migliori performance: tra le classi energetiche delle comunicazioni pervenute nel 2012, l’86,9% è occupato dalla classe G, che rappresenta la classe energetica più bassa mentre la classe A, cioè quella con le migliori prestazioni energetiche, rappresenta soltanto lo 0,5%.
 

 
La scuola del futuro esiste e si trova in Toscana
 
MONTELUPO FIORENTINO (FI) – Non è un miracolo, esiste davvero. Nel verde del Parco Urbano dell’Ambrogiana, in Toscana, una scuola è stata progettata secondo i criteri dell’edilizia sostenibile e dotata di attrezzature e confort. La scuola sarà inaugurata nella prima settimana di settembre ed è un grande modello di sostenibilità per un edificio pubblico.
La struttura, interamente in legno, è collegata al centro cittadino e ad alcune frazioni attraverso la rete delle piste ciclabili. Grazie all’uso della geotermia e di un’edilizia avanzata da un punto di vista ambientale risulta energeticamente autosufficiente, pur senza essere collegata con la rete del metano.
I materiali isolanti rendono l’edificio efficiente da un punto di vista energetico ed è previsto un sistema di recupero delle acque meteoriche. La scuola è stata progettata attraverso un percorso condiviso che ha messo assieme 45 alunni, 73 insegnanti, 27 collaboratori scolastici, circa 40 nuclei familiari, oltre alle associazioni e alle cooperative del territorio.

Articolo pubblicato il 29 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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