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Ragusa - La spiaggia di Cirica tra bellezze e sporcizia. Amministrazione distratta e cittadini incivili
di Stefania Zaccaria

Nonostante la Bandiera blu ottenuta anche quest’anno, la zona è abbandonata al proprio destino

Tags: Spiaggia Di Cirica, Ispica, Degrado



ISPICA (RG) - Quella di Cirica è una spiaggia da visitare almeno una volta nella vita. Le acque cristalline, i faraglioni e la bellezza naturale del sito ne hanno sempre contraddistinto la sua peculiarità, tanto da farla divenire una delle mete “obbligatorie” per residenti e turisti. A distanza di anni, però, l’incuria e la disattenzione hanno prevalso sull’attrattiva naturale di Cirica, trasformandola ora in una discarica a cielo aperto, ora in un sito pericolante, il tutto davanti agli occhi sconcertati – ma spesso “colpevoli” - dei visitatori. Da insenatura riservata con un piccolo lenzuolo di sabbia da sogno, Cirica è infatti divenuto uno dei luoghi più abbandonati della costa di Ispica che, ricordiamo, anche quest’anno è stata insignita del celebre riconoscimento della Bandiera blu.

Rifiuti di ogni genere, edifici pericolanti e transenne ormai inesistenti stanno marchiando in questa stagione estiva uno dei luoghi più inusuali della provincia iblea. Non appena si giunge al chilometro 11 della litoranea che da Pozzallo conduce a Marina Marza, infatti, è ben visibile il deterioramento della zona con discariche abusive in bella mostra e spazzatura abbandonata in ogni angolo della strada. Anche le abitazioni presenti nell’area, che un tempo godevano di una posizione privilegiata - a due passi dal mare - sono ormai abbandonate e pericolanti. Un cartello dell’Amministrazione comunale di Ispica - affisso su uno di questi edifici ma non chiaramente visibile a tutti considerate le sterpaglie che insistono nelle immediate vicinanze - allerta, fino a 200 metri dalla costa, sulla pericolosità della balneazione e della pesca. Un cartello comunque discutibile se consideriamo il luogo di affissione. Quella che invece resta certa è l’assenza della Giunta di Ispica e degli addetti ai lavori in questa zona dove, sicuramente da mesi, non si realizzano sopralluoghi e interventi di manutenzione.
 
Oltre ad alcuni cartelli di segnaletica stradale divelti e alle recinzioni ormai fuori uso, è allarmante la presenza di discariche abusive ai margini delle strade. Alcune di queste, inoltre, sono sorte all’interno degli edifici che si trovano nei pressi del mare: le vecchie abitazioni, ormai pericolanti, sono infatti usate dai vandali e dai bagnanti incivili come immondezzai, non solo per i rifiuti comuni, ma anche per il dannoso eternit.
La sola responsabile di tanto disagio non è sicuramente l’amministrazione comunale. A fare il resto, infatti, è anche la maleducazione della gente che abbandona in ogni angolo bottiglie di plastica, sacchetti della spazzatura e oggetti vari che inquinano e deturpano luoghi paradisiaci come quello di Cirica.
 
“Alla disattenzione e alla poca presenza dell’amministrazione – ha sottolineato Tiziana Scuto, presidente del Comitato di Santa Maria del Focallo, che si sta battendo per la salvaguardia della costa ispicese - si aggiunge una forte inciviltà del cittadino. Seppur ci sia un ottimo servizio della nettezza urbana, fornito dall’amministrazione, e nonostante questo presti molta attenzione alla pulizia della costa, la gente continua a sporcare e ad abbandonare rifiuti dovunque. Tramite il Comitato, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione per cercare di attutire questo fenomeno che, assicuro, è veramente difficile da debellare”.
“Abbiamo inoltre proposto alla Giunta di Ispica, guidata dal sindaco Piero Rustico – ha aggiunto - di installare un sistema di videosorveglianza che, in questo caso, potrebbe aiutare notevolmente anche le Forze dell’Ordine per i numerosi furti che si verificano nella zona: purtroppo, però, il periodo di crisi che stiamo vivendo non ha ancora permesso la realizzazione degli impianti che, secondo il parere degli amministratori, costerebbero troppo per le casse comunali”.
 
Il degrado che caratterizza questa costa mal si addice comunque all’assegnazione della bandiera blu. Frigoriferi, calcinacci e materiali di serre dismesse poco si coniugano infatti con l’immagine di spiaggia splendida che i turisti sperano di trovare in un territorio insignito di tale riconoscimento e che, fra l’altro, possiede una delle coste più belle dell’intera provincia.

 
Preoccupanti fenomeni di erosione della costa

ISPICA (RG) – Rischia di diventare una spiaggia senza sabbia quella della costa ispicese che, da diversi anni, è soggetta a fenomeni preoccupanti di erosione costiera. Oltre ai problemi legati al degrado e alla spazzatura, infatti, in questo tratto di costa numerosi interventi dovrebbero essere effettuati per tutelare la spiaggia e arginare l’impetuosa azione del mare che, in alcuni tratti, ha già distrutto le fondamenta della sede viaria. Il Comitato di Santa Maria del Focallo si è impegnato in tal senso negli ultimi mesi, istituendo una commissione di monitoraggio di cui fanno parte, oltre ai residenti, anche gli amministratori di Ispica, i politici del territorio e le associazioni ambientaliste. Tale organismo sta controllando la realizzazione di una serie di provvedimenti, che dovranno essere effettuati dal Comune per arginare il problema.
“È bene sottolineare – ha detto Tiziana Scuto, presidente del Comitato - che dal 2008 sono disponibili 3 milioni e 600 mila euro proprio per realizzare interventi contro l’erosione costiera. La Giunta ha realizzato un progetto per tutta la fascia costiera che costerebbe però ben 15 milioni di euro. La somma già disponibile, quindi, potrebbe essere impiegata per affrontare intanto le problematiche più urgenti visto che, in alcune zone, il mare ha già intaccato anche il sistema viario. Il progetto è ormai nella sua fase finale, ossia alla presentazione all’Urega, ma alcuni impedimenti burocratici ne hanno di fatto impedito la piena conclusione”. “Il comitato – ha concluso - si riunirà adesso nei primi giorni di settembre per vigilare sul buon andamento dell’iter e sull’avanzamento degli interventi”. (sz)

Articolo pubblicato il 30 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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