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Nuove regole sindacali o la Fiat non investirà
di Redazione

L’azienda apre alla Fiom, ma chiede interventi legislativi sulle rappresentanze

Tags: Luigi Angeletti, Antonio Ingroia, Fiat, Fiom, Ferdinando Uliano, Rocco Palombella



TORINO - Un intervento legislativo sulla rappresentanza e l'esigibilità dei contratti “è ineludibile”, una “condicio sine qua non per la continuità stessa dell'impegno industriale di Fiat in Italia”. Lo afferma il Lingotto.

La Fiat ha peraltro comunicato alla Fiom che accetterà la nomina dei suoi rappresentanti sindacali aziendali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale. La Fiat lo ha comunicato ieri in una lettera alla Fiom. “In questo modo l'azienda - spiega il Lingotto - intende rispondere in maniera definitiva ad ogni ulteriore strumentale polemica in relazione all'applicazione della decisione della Suprema Corte. Peraltro questa fissa, come ovvio, un principio di carattere generale – la titolarità dei diritti di cui all'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori alle Organizzazioni sindacali che abbiano partecipato alle trattative per la sottoscrizione dei contratti applicati in azienda – la cui riferibilità alla Fiom nella concreta situazione Fiat è più che dubbia”.

È indubbio che l'esigibilità dei contratti (cioè quando questi siano direttamente applicabili a tutti i lavoratori dell'impresa, se approvati dalla maggioranza assoluta dei sindacati presenti in azienda, ndr) dà certezze nelle relazioni sindacali, ma subordinare a questo l'impegno industriale di Fiat in Italia è un errore”. È la replica di Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim, alle dichiarazioni della Fiat. “Per noi - aggiunge - la Fiat deve fare gli investimenti anche perché ha sottoscritto un accordo in particolare per quanto riguarda Mirafiori. Gli investimenti a Melfi, Pomigliano, Grugliasco e Sevel dimostrano che gli accordi garantiscono la fattibilità degli investimenti”.
 

Da Genova a margine della festa Democratica Nazionale il leader della Uil, Luigi Angeletti sottolinea che “gli accordi che noi abbiamo fatto con Marchionne li abbiamo sempre rispettati e quindi pretendiamo che Marchionne li rispetti”.

“Per noi gli investimenti vanno rispettati, non possono essere subordinati a un intervento legislativo pur importante e necessario”, sostiene il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. “Per gli investimenti c'è stata con la Fiat una fase di confronto molto sofferta. Chiediamo il rispetto degli impegni assunti dall'azienda in Italia”.



Antonio Ingroia: “Promessi investimenti senza mai stare ai patti”


Roma - “Mi aspetto, ma mi sa che sarà un'aspettativa vana, una dura presa di posizione del Governo dopo l'ennesimo ricatto della Fiat che subordina gli investimenti italiani al varo di una legge sulla rappresentanza sindacale. Nel giorno in cui, con evidente ritardo, la Fiat accetta la sentenza della Corte Costituzionale che di fatto impone a Marchionne di far rientrare in fabbrica il primo sindacato italiano, la Fiom, ecco che arriva l'ennesimo ricatto”: lo ha detto il presidente di Azione Civile, Antonio Ingroia. “L'arroganza con cui l'azienda torinese tenta di imporre l'agenda al governo è senza limiti. La Fiat ha più volte promesso investimenti, senza mai stare ai patti. Piuttosto che queste manfrine sarebbe bene che rispetti tutte le sentenze, oltre una decina, che le impongono di reintegrare i lavoratori iscritti alla Fiom. Non è questo l'atteggiamento per risollevarsi. Per tornare a essere competitivi sul mercato non serve tenere fuori la Fiom, serve investire in ricerca, ma questo Marchionne e chi lo sostiene lo hanno volutamente dimenticato”, conclude Ingroia.

Articolo pubblicato il 03 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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