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Quotidiano di Sicilia

Formazione: dubbi sull’Agenzia unica
di Michele Giuliano

Una delle possibili grandi novità nel progetto della Regione per la riforma del settore non convince i sindacati. Il principale problema è che si dovrebbe anzitutto abolire la legge regionale 24 del 1976

Tags: Formazione, Lavoro, Rosario Crocetta



PALERMO - I sindacati aprono, anche se timidamente, alla possibilità che in Sicilia si realizzi l’Agenzia unica. A farsi avanti fra tutti per prima il segretario regionale della Uil, Claudio Barone, che dà un sì condizionato a questa ipotesi lanciata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Rosario Crocetta: “Da anni chiediamo una radicale riforma del settore della formazione professionale in Sicilia – sostiene Barone - e siamo quindi favorevoli a un progetto di cambiamento. Ma bisogna garantire prima di tutto i lavoratori”.

Ecco per l’appunto dove sta la “riserva” della Uil, e quella ovviamente di tutti gli altri sindacati. Dove posizionare tutti e 9 mila dipendenti del settore? Difficile perché l’apparato è in tutta evidenza sovradimensionato rispetto al servizio che si dovrebbe garantire alla comunità. Per cui il nocciolo della questione è sempre lo stesso: tenere tutti questi lavoratori sul groppone resta essenzialmente uno spreco e anche una riforma sarebbe poco utile se non si parte dall’eliminazione per l’appunto degli sprechi. Intanto i sindacati insistono: “Affermato il principio che serve superare la gestione da parte degli enti di formazione – precisa ancora il leader siciliano della Uil - è importante stabilire il percorso con cui questo avverrà per evitare, come già accaduto in passato, il caos e soprattutto dare garanzie ai lavoratori.

E’ condivisibile l’idea di arrivare ad un’Agenzia che gestisca il personale, ovviamente non solo docente, ma si deve garantire la continuità retributiva a chi vive lavorando nel settore. Invitiamo, quindi, il Governo regionale ad aprire subito un confronto per superare la fase delle dichiarazioni ed entrare nel merito per evitare ulteriori allarmi in un contesto drammatico”. Ma sotto questo aspetto la Uil diffida sostenendo che, in passato, già troppe volte si era annunciata una riforma che poi si è arenata di fronte alle difficoltà reali o presunte.
 
Intanto a scottare di più in questo momento sono gli Sportelli multifunzionali: a fine di questo mese il contratto scadrà ed i circa 1.500 dipendenti potrebbe restare fuori dai giochi. In tal senso il Capo di Gabinetto del Presidente Crocetta ha comunica che sarà convocato per giovedì prossimo, 12 settembre, un tavolo tecnico. Le organizzazioni sindacali confederali, che si sono riunite ad Enna nei giorni scorsi, nell’ambito di una intenso ma proficuo dibattito hanno affrontato con i lavoratori della filiera sia le possibili soluzioni riguardanti la continuazione delle attività discusse gi con il governo l’1 agosto scorso.

Sempre i sindacati stanno valutando la possibilità di organizzare un presidio delle Rsa. Ma quanto potrà essere perseguibile l’idea di un’Agenzia unica, struttura regionale che abolirebbe gli enti di formazione? In molti storcono il naso. Gli addetti ai lavori, da più parti, sostengono che la creazione di questa struttura assume i contorni dell’illegittimità fintanto che l’Assemblea regionale siciliana non approva l’abrogazione della Legge regionale numero 24 del 6 marzo 1976. Legge ad oggi in vigore e che assegna in Sicilia la gestione della formazione professionale ad enti ed associazioni senza finalità di lucro.
 


Debiti pregressi degli enti: una vera patata bollente
 
A proposito di Agenzia unica ci sarebbero molti nodi da sciogliere. Primo fra tutti: chi si farebbe carico dei debiti accumulati dagli enti di formazione negli anni? Secondo i sindacati nella sola filiera dell’Obbligo scolastico (Oif) il sistema degli enti vanta un credito complessivo che si aggirerebbe intorno ai 70 milioni di euro. Crediti certi, liquidi ed esigibili relativi agli anni compresi tra il 2007 ed il 2012. Si pensa che la massa creditizia vantata dagli enti formativi lungo tutte le tre filiere del sistema formativo regionale (Interventi, Servizi e Oif) si attesterebbe su una somma tre volte superiore a quella registrata nell’Oif. Crediti maturati in un settennio che la Regione siciliana non ha mai pagato. La gestione della rendicontazione è uno dei maggiori scandali. Non pagare quindi e revocare l’accreditamento agli enti equivale a beneficiare di un ingente risparmio. Crocetta intanto sembra voler tirare dritto per la sua strada: “L’Agenzia unica – precisa - Si occuperà di programmare i corsi, che si svolgeranno nei locali delle scuole, e selezionare i docenti sulla base di una graduatoria che sarà compilata con tutti i docenti della formazione”

Articolo pubblicato il 10 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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