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Messina - Viale Italia scivola sempre più: resta grave il dissesto idrogeologico
di Francesco Torre

Quasi sei anni trascorsi inutilmente dopo la prima denuncia del QdS. Tre tentativi di finanziamento. Movimento di 12 mm l’anno verso valle. Segni evidenti sulle facciate degli edifici

Tags: Messina



Messina - Sono passati ormai quasi sei anni da quando, sulle colonne del nostro giornale, abbiamo denunciato per la prima volta un grave rischio di dissesto idrogeologico sul Viale Italia. Un lento ma inesorabile scivolamento verso valle (12 millimetri l’anno), preoccupante non soltanto perché rilevato nelle vicinanze di una scalinata che collega il Viale con Via Noviziato Casazza, ma soprattutto in quanto nel suo incedere interessa porzioni sempre più rilevanti di abitazioni della zona (soprattutto in Via Sciva), che infatti mostrano sulle facciate crepe ed evidenti segni di danneggiamenti, presenti anche all’interno delle stesse.

LA SITUAZIONE - Un problema che avrebbero dovuto sollevare e risolvere gli enti di protezione civile, in collaborazione con Comune e Regione (così come previsto dalla legge nazionale n. 267 del 1998, art. 1: “Piani stralcio per la tutela del rischio idrogeologico e misure di prevenzione per le aree a rischio”), con la predisposizione di un piano urgente d’emergenza contenente tutte le misure per la salvaguardia dell’incolumità delle popolazioni interessate. E di fatto, come ci rivelava già nel settembre 2011 Carmelo Gioè, geologo comunale, la Protezione Civile un progetto per un intervento complessivo riguardante tutta l'area in questione l'aveva anche esitato e proposto per finanziamenti regionali e ministeriali già nel 2009, e poi nel 2010 e, nuovamente, nel maggio 2011. Senza però avere dagli enti preposti nemmeno un centesimo. E così su Viale Italia la situazione risulta oggi tale e quale a come l’abbiamo lasciata sei anni fa, con un tratto del marciapiede, la scalinata e alcuni tratti di Via Sciva chiusi in via cautelativa.

LA POLITICA - Il tema del dissesto idrogeologico non è ancora pienamente entrato nel dibattito istituzionale della nuova Giunta. Anche durante la campagna elettorale, il dramma di Giampilieri e la situazione di continuo pericolo di ampie zone del territorio sono passati del tutto in secondo piano, surclassati da contrapposizioni ideologiche novecentesche e piccoli grandi problemi del vivere quotidiano del centro storico. La percezione comune, evidentemente, e che si tratti esclusivamente di un problema delle periferie, e l'atteggiamento di questa Giunta (la più borghese degli ultimi decenni) va inquadrato in questo senso. Il dissesto di Viale Italia, però, dimostra come la questione riguardi tutta la città, centro compreso, e per questo crediamo possa avere un'importanza anche simbolica.
La stagione delle piogge è alle porte. L'amministrazione è attrezzata? Temiamo di no, ma ci piacerebbe essere smentiti.

LA STORIA - Lo scivolamento verso valle di Viale Italia è stato segnalato per la prima volta dai consiglieri di quartiere alle istituzioni competenti ben 14 anni fa. Come sempre succede, venne alzato un polverone che non ebbe alcun risultato, almeno finché al Comune non arrivò il commissario straordinario Bruno Sbordone, il quale nel 2004 si preoccupò di far mettere in sicurezza l’intera area in attesa di ulteriori analisi e riscontri. A questa azione, però, non seguì nessun intervento concreto, tanto che nel Giugno del 2005 l’ex vice presidente del VII quartiere Michele Ainis e il suo collega Giorgio Muscolino spinsero talmente la loro protesta al punto di presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Nel luglio 2007, l’ex city manager Gianfranco Scoglio organizzò un’apposita conferenza dei servizi e il problema venne abbondantemente discusso, fino a mettere le basi per un completo monitoraggio dell’area e per la programmazione di una serie di interventi atti a fermare lo slittamento e a salvaguardare le molte abitazioni interessate al problema. E dopo un ulteriore interesse dei media la protezione civile ha esitato un progetto di monitoraggio e messa in sicurezza in attesa di finanziamenti. Ma nulla di concreto, finora, è stato fatto.

Articolo pubblicato il 11 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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