Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Catania - Raddoppio ferroviario, Rfi cede prevale il progetto a impatto zero
di Melania Tanteri

Bianco: “Decisione di portata storica”. Scongiurato l’abbattimento di importanti edifici storici. La galleria sarà scavata sotto il porto. Un costo aggiuntivo di 78 mln di euro

Tags: Ferrovie Dello Stato, Catania, Rete Ferroviaria Italiana



CATANIA - Il raddoppio del binario si farà realizzando una galleria sotterranea sotto il sedime portuale. È stata accantonata definitivamente l'ipotesi prevista nel progetto della Rete Ferroviaria Italiana relativa al “Nodo Catania” e che prevedeva l'allargamento della galleria sotterranea esistente tra Zurria e la stazione di Acquicella, passando dunque sotto i palazzi settecenteschi del centro storico cittadino.
 
In seguito alla conferenza dei servizi convocata dal sindaco Bianco giovedì mattina, insieme ai rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti, tra cui l'assessore regionale alla Infrastrutture, Nino Bartolotta, Vincenzo Donato, responsabile Cis del Ministero della Coesione territoriale, il direttore Programmi investimenti di Rfi Michele Del Principe, la Soprintendente dei Beni culturali di Catania, Vera Greco, e gli assessori comunali Salvo Di Salvo, Luigi Bosco e Rosario D’Agata, è stato lo stesso primo cittadino, incontrando i giornalisti, a riferire quella che ha definito “una decisione di portata storica”.

“Finalmente – ha dichiarato il sindaco Bianco - è stata definitivamente accantonata l’ipotesi su cui aveva lavorato Rfi e che prevedeva modalità inaccettabili per Catania. Alle autorità competenti – ha proseguito - sarà quindi presentata l’ipotesi che prevede la realizzazione di una galleria sotterranea nella zona del Porto, attraverso le lave del 1669, a impatto zero”.

L'amministrazione comunale, dunque, ha proseguito nell'iter avviato già dalla giunta precedente e sostenuto dalla Sovrintendenza ai Beni culturali, per spingere i rappresentanti delle ferrovie a prendere in considerazione un progetto alternativo a quello iniziale che, oltre a salvare parti importanti del patrimonio storico e architettonico della città, avrebbe il vantaggio di liberare alcune zone importanti, come ad esempio gli Archi della Marina.

“Una scelta bipartisan – ha sottolineato il primo cittadino – condivisa da diverse parti politiche, dalla Soprintendenza, che ha avuto una parte rilevante nel definire i problemi, dalle categorie produttive e professionali, da decine di associazioni. E dall’opinione pubblica – ha aggiunto - che non voleva abbattimenti di edifici storici e un’impennata dell’inquinamento acustico”.

Non solo. Ad essere stato accantonato definitivamente è anche il progetto alternativo presentato da Rfi che, seppur mitigandone gli effetti, avrebbe lo stesso avuto n impatto devastante sul centro storico. “Durante l’incontro – ha sottolineato – è stata valutata con molta attenzione e con spirito laico la seconda proposta di Rfi, nata dall’incontro del 31 luglio scorso a Catania e che prevedeva una parziale galleria e un impatto meno forte sulla città. Ma questi miglioramenti non sono stati giudicati sufficienti a superare alcune delle obiezioni insormontabili mosse dalla Soprintendenza”, ha aggiunto Enzo Bianco.

Dunque, rimane in piedi solo l'ipotesi accettata da Comune e Regione, di realizzare l'interramento e il raddoppio al di sotto del Porto; un progetto che sarà sottoposto alle autorità per le necessarie autorizzazioni e che costerà 78 milioni di euro in più rispetto alla seconda proposta di Rfi (mentre l’intero importo dell’operazione, lo ricordiamo, era di quasi 480 mln €, secondo il preliminare del 2004) e il completamento è previsto per il 2026.

“L’iter – ha spiegato l'assessore Bartolotta – proseguirà adesso con la definizione degli aspetti tecnici di questa ipotesi. Poi Regione, Comune e gli organi dei ministeri provvederanno agli aspetti procedurali per arrivare a una variazione del Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo, con un atto aggiuntivo”. In seguito, si passerà alla progettazione.

Articolo pubblicato il 14 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus