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Regione, attivare 10 mld di opere pubbliche
di Carlo Alberto Tregua

Ance: sbloccare subito la spesa

Tags: Regione Siciliana, Ance, Appalti, Confindustria



L’Ance, Associazione dei costruttori di Confindustria, ha lanciato un ulteriore grido di dolore e di allarme: in questo scorcio del 2013 gli appalti sono crollati ancora della metà. Ciò è accaduto perché la Regione non ha i fondi necessari per cofinanziare i progetti cantierabili, che dovrebbero essere messi a bando pubblico cospicuamente e tempestivamente.
La Regione, mentre blocca l’economia siciliana, crea decine di migliaia di disoccupati, mette a rischio l’esistenza di migliaia di imprese. Crocetta continua a pagare a se stesso il super-stipendio di 311 mila € l’anno (lordi), ai deputati, assessori e ai dirigenti generali 200 mila € lordi, alla inutile pletora di 18 mila dipendenti un terzo dello stipendio in più rispetto agli statali, quasi 660 mln € ai 16 mila pensionati privilegiati (perché percepiscono il doppio dei pensionati statali).
Spende un miliardo in più per finanziare una sanità pubblica inefficiente e non recepisce la legge nazionale per tagliare le indennità di sindaci, assessori e consiglieri comunali. 

Questa è la via del disastro, perché  questo dissennato comportamento farà indebitare ancora di più la Regione, sottraendo risorse al sistema economico e peggiorerà l’enorme disoccupazione di cui nessuno si preoccupa. Non sarà certo il pannicello caldo dei 50 mln € distribuiti a pioggia a 20 mila disoccupati, per tre mesi, che potrà risolvere strutturalmente la questione occupazionale.
Crocetta abbia il coraggio di tagliare i 3,6 mld € di spesa regionale improduttiva, di togliere i privilegi a chi li detiene, a cominciare da sé medesimo, di creare una task-force con i migliori dirigenti regionali, che ci sono, per creare attrattiva di investimenti nazionali e internazionali, di turisti nazionali e internazionali, mettendo sulla vetrina della Regione l’imponente numero di beni culturali e paesaggistici di cui dispone l’Isola.
È assolutamente necessario che il numero di pernottamenti di visitatori, anche business, aumenti cospicuamente rispetto al misero dato attuale.
Ma la cosa più urgente è mettere in moto i 10 mld € di appalti per opere pubbliche perché sono già finanziati, almeno sulla carta.
 
Alla Regione c’è un problema di cassa, anche perché gli 8 mld € di avanzo finanziario sono costituiti da crediti inesigibili, mentre da parte delle uscite bisogna provvedere con liquidità.
Non è ancora chiaro come Crocetta e il suo assessore all’Economia, Bianchi, intendano impostare la Legge di Stabilità 2014, che dovrebbe mettere al primo punto la spesa per investimenti, infrastrutture e opere e solo in via secondaria la spesa corrente, opportunamente ridimensionata dei 3,6 mld più volte riportati dalle colonne di questo giornale.
Confindustria e Ance sono stufi di questo comportamento dell’attuale Giunta regionale e quanto prima metteranno in moto dei meccanismi di pressione mediatica, anche nazionale, per indurre alla ragione il presidente della Regione. Indurlo a svolgere azioni serie, concrete e fattive nell’interesse di tutti i siciliani, non di questa o di quella parte.
È stucchevole questa diatriba che c’è fra lui e il Partito democratico, diatriba che non interessa ai siciliani.

La questione è tutta qui: anteporre l’interesse generale a quello particolare. Crocetta si occupa dell’interesse dei siciliani oppure dei propri interessi, del proprio partito, delle persone a lui vicine? Risponda con sincerità, se ne è capace, contestualmente alle 14 domande cui non ha ancora risposto, poste dal QdS più volte, che toccano i gangli dello sviluppo.
Nessuno pensi che noi ce l’abbiamo con lui in quanto persona. Non ci interesserebbe se non fosse il presidente della Regione. Dunque, svolgiamo inchieste sul suo operato, controlliamo quello che fa per conto dell’opinione pubblica siciliana, gli rivolgiamo inviti e gli suggeriamo soluzioni in quanto, ripetiamo, presidente della Regione.
Fra poco, scadono i primi 12 mesi della sua legislatura, senza che abbia conseguito nessuno dei risultati sbandierati ai quattro venti. Così non può continuare, perchè il danno che subiscono imprenditoria e disoccupati di tutti i settori è enorme e con esso quello dei siciliani. Tutti.

Articolo pubblicato il 14 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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