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Centrale di Porto Empedocle, Enel: no allarmismo
di Redazione

La società smentisce la possibilità della diminuzione delle unità lavorative impegnate attualmente, emersa in Comune e Provincia. Prevista la sostituzione di uno degli attuali gruppi alimentati ad olio combustibile, l'altro in riserva

Tags: Enel, Lavoro



Porto Empedocle (AG) – Dopo la notizia dei mesi scorsi, della concessione dell'autorizzazione da parte dell'assessorato regionale all'Energia per la riconversione di uno dei due attuali impianti ad olio combustibile a Turbogas della centrale Enel empedoclina, scatta l'allarme occupazionale. In una nota stampa dei consiglieri comunali Pagano, Grillo e Cortelli, si legge che: “il progetto che prevede l’installazione di un impianto turbogas da 80 megawatt alimentato a metano, sull’esperienza vissuta a Trapani, una volta entrato a regime impegnerà circa sei unità lavorative, rispetto alle 52 odierne, oltre l’indotto”.

Il dato era emerso nel corso delle riunioni della commissione Sviluppo economico e ambiente della Provincia regionale di Agrigento, lo scorso 30 aprile 2013, e della commissione Sviluppo economico del Comune di Porto Empedocle, del 7 maggio. "A tutt’oggi, - spiegano i consiglieri - il Consiglio Comunale non è stato informato degli ultimi sviluppi e ritengono che esistano forti preoccupazioni per la salvaguardia dei livelli occupazionali".

Dall'Enel però arriva la netta smentita alla possibilità della diminuzione delle unità lavorative impegnate attualmente. “Il futuro assetto impiantistico – viene spiegato in una nota stampa dell'Enel - sarà, infatti, sostanzialmente diverso rispetto a quello dell’impianto turbogas di Trapani, non gestito dall’Enel, preso a riferimento dai consiglieri. È bene ricordare che il progetto di ambientalizzazione della centrale di Porto Empedocle prevede la sostituzione di solo uno degli attuali gruppi alimentati ad olio combustibile con un nuovo turbogas.
 
L’altro gruppo, invece, non sarà dismesso ma resterà in riserva fredda. Sarà, quindi, necessario mantenere in centrale le risorse e le competenze per rimetterlo velocemente in esercizio quando il Gestore della rete ne richiederà la disponibilità, per assicurare la stabilità del sistema elettrico siciliano. L’azienda, inoltre, nella tradizionale ottica di dialogo con le organizzazioni sindacali, condividerà l’opportuna tempistica per l’avvio di un percorso di interlocuzione volto a verificare i livelli occupazionali, in riferimento all’evoluzione impiantistica”.

Per quanto riguarda invece il fronte dell'inizio dei lavori, le notizie sono molto confortanti, l'investimento necessario per l'opera dal costo di 70 milioni di euro, vedrà partire i cantieri entro la fine del 2013 e si concluderà nel 2014 con l'entrata in servizio del turbogas da 80 MW. Attualmente sono in corso le operazioni di precantierizzazione, mentre a breve inizierà la demolizione di alcune strutture non più necessarie che faranno spazio alla costruzione del nuovo impianto.
 
Da parte dell'amministrazione comunale empedoclina si è spesso intervenuti per esprimere il proprio soddisfacimento, sia per il fatto che la centrale continuerà ad essere produttiva come previsto dal piano di compensazione per la realizzazione del rigassificatore, sia per il fatto che con il nuovo impianto, le emissioni saranno ridotte al minimo, permettendo un miglioramento della qualità dell'aria, nonostante il fatto che la centrale funzioni già da tempo, con un carburante speciale a minor impatto ambientale. Il nuovo impianto permetterà una maggiore flessibilità di produzione energetica, in base alle richieste della rete elettrica la quale viene alimentata, in parte anche da impianti ad energia rinnovabile.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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