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Niente tagli alla casta e Cracolici si dimette
di Antonio Leo

Il deputato Pd accusa i suoi colleghi di opporre “resistenza”. Lascia presidenza commissione Spending review

Tags: Spending Review, Ars, Antonello Cracolici, Casta



PALERMO – Alla fine il gesto del samurai l’ha compiuto Antonello Cracolici, dimessosi da presidente della Commissione per la “Spending review”, dove tutto si voleva tranne che rivedere l’indennità da nababbi dei 90 parlamentari regionali. A Rosario Crocetta che, nel suo secondo pizzino, si interrogava chi fosse più patriota degli ultimi soldati giapponesi, ha risposto il deputato regionale del Pd. Il suo tweet dell’altro ieri era stato indicativo: “Dei giapponesi apprezzo la saggezza, la dignità, la tenacia e la capacità di rialzarsi, sempre”. Sono passate meno di 24 ore e Cracolici ha deciso di lasciare in asso tutti quei componenti che si sono opposti a recepire il decreto Monti sui tagli dei costi della politica.

“La commissione è nata con lo scopo di recepire con legge disposizioni ben precise sui tagli alla spesa - ha spiegato Cracolici - ma nonostante il dialogo e il continuo confronto che ho portato avanti con tutte le forze parlamentari, c'era chi sottotraccia tentava in ogni modo di ostacolare e rallentare i lavori: un atteggiamento inaccettabile, che non sono stato più disposto a tollerare”. Oggi alle 11, nella sala stampa di palazzo dei Normanni, l’ex presidente dovrebbe dare ulteriori lumi sulla vicenda.
Naturalmente le dimissioni di Cracolici hanno fatto divampare il fuoco delle polemiche.
 
“Non c'è nulla da fare, se ci sono di mezzo i loro stipendi i deputati di Sala d'Ercole non vogliono sentire ragioni”, ha affermato Francesco Cappello, deputato del Movimento cinque stelle. “Oggi – ha continuato Cappello - abbiamo assistito all'ennesima dimostrazione di come il parlamento siciliano, debitamente rappresentato da tutte le forze politiche nella commissione speciale istituita ad hoc per l'applicazione del decreto Monti, in tema di riduzione degli emolumenti sia completamente sordo. E La dimostrazione sta nel fatto che la commissione perde il vertice, dopo che non era riuscita a portare a termine il suo incarico entro il 14 agosto, cosa che ha costretto a prorogarne i lavori”.
 
Bisognerà vedere se questo scossone servirà a qualcosa o se i parlamentari continueranno a difendere pervicacemente i loro odiosi privilegi.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonello Cracolici
Antonello Cracolici


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