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Quotidiano di Sicilia

Fininvest, partita chiusa. Risarcimento confermato
di Oriana Sipala

La holding di Berlusconi deve alla Cir di Carlo De Benedetti 541 mln di euro

Tags: Renato Brunetta, Berlusconi, Carlo De Benedetti, Fininvest, Cir, Mondadori



ROMA - Nelle quasi 200 pagine della sentenza emessa dalla Cassazione si legge la conferma del risarcimento che Fininvest deve alla Cir di Carlo De Benedetti. Tale risarcimento, però, si riduce del 15% rispetto alla cifra che era stata stabilita in appello: in altri termini, 23 milioni in meno sul totale del 564,2 milioni di euro.
 
In particolare la III sezione civile ha accolto il tredicesimo motivo di ricorso della Fininvest che in appello era stata condanna a risarcire la Cir per il danno subito con l’annullamento, nel 1991 da parte della Corte d’Appello di Roma, del lodo arbitrale favorevole a De Benedetti sul controllo della Mondadori.

In secondo grado, per i giudici, se il relatore non fosse stato corrotto, la Mondadori sarebbe andata a Carlo De Benedetti. In primo grado, il giudice Raimondo Mesiano aveva stabilito un risarcimento di 749,9 milioni sostenendo che la Cir aveva subito un danno patrimoniale da perdita di chance. Nel motivo di ricorso di Fininvest si denunciava falsa applicazione del criterio equitativo sul “danno patrimoniale ulteriore”. Nel dettaglio, la Suprema Corte ha accolto il tredicesimo motivo di ricorso di Fininvest e ha cassato senza rinvio il capo della sentenza d’Appello contenente la liquidazione in via equitativa come stimata nella misura del 15% del danno patrimoniale liquidato. Confermata nel resto l’impugnata sentenza.

“La sentenza della Cassazione - sottolinea il senatore del Pdl e coordinatore nazionale del partito, Sandro Bondi - conferma che nessuno in Italia può sentirsi più al sicuro: nessuno può sentirsi sicuro della propria libertà personale, sicuro dei propri beni, sicuro dei propri diritti'”.

Queste invece le dichiarazioni di Carlo Di Benedetti, dopo la conferma della Cassazione della condanna inflitta alla Fininvest: “Prendo atto con soddisfazione che dopo più di vent’anni viene definitivamente acclarata la gravità dello scippo che la Cir, attraverso la mia persona, subì a seguito dell’accertata corruzione di un giudice da parte della Fininvest di Berlusconi, il quale, a quel tempo, era ancora ben lontano dall’impegnarsi in politica. La spartizione del Gruppo Mondadori-Espresso – continua De Benedetti - avvenne a condizioni per me molto sfavorevoli per un grave motivo che all’epoca nessuno conosceva. Ci sono voluti sei gradi di giudizio, tre penali e tre civili, per arrivare a questa inappellabile decisione. La cifra definita è importante, ma occorre tener conto che essa è composta per meno di un terzo dal danno riconosciuto e per più dei due terzi dal semplice meccanismo di interessi e inflazione dovuto ai vent’anni trascorsi. Questo percorso l’ho compiuto in solitaria e desidero ringraziare gli avvocati e i consulenti che a suo tempo ho scelto per la collaborazione che mi hanno sempre fornito. Questa cifra è destinata alla Cir e non a me, neanche indirettamente, avendo recentemente donato ai miei tre figli il controllo del Gruppo. A me rimane la grande amarezza di essere stato impedito, attraverso la corruzione, di sviluppare quel grande gruppo editoriale che avevo progettato e realizzato - conclude De Benedetti - Avrò modo di ritornare sull’argomento”.

Non è dello stesso avviso il ministro Renato Brunetta, che vede in queste sentenza della magistratura un’occasione per colpire ancora: “Se qualcuno avesse avuto bisogno di un’ulteriore conferma della necessità di una riforma radicale della giustizia oggi non può avere più dubbi. La domanda è sempre la stessa: perché i magistrati sono gli unici cittadini a non essere mai responsabili dei propri atti?”

Articolo pubblicato il 18 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Silvio Berlusconi
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