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Quotidiano di Sicilia
Vogliamo gli impianti Rsu come Emilia e Lombardia
di Carlo Alberto Tregua

Produrre energia usando monnezza

Tags: Rifiuti, Rsu, Termovalorizzatori



Dopo quasi settant’anni dall’entrata in vigore dello Statuto autonomista siciliano e una serie di presidenti e giunte regionali dannosi e inconcludenti, non si sono presi in mano i progetti cantierabili per la produzione di biogas ed energia, utilizzando i rifiuti solidi urbani, cioè la monnezza.
Sembra incredibile che lo sfascio del territorio dovuto alle discariche, fra le quali primeggiano quelle di Bellolampo, Motta Sant’Anastasia e Mazzarrà Sant’Andrea, non venga affrontato con decisione da Crocetta, procedendo alla loro chiusura definitiva, com’è stato fatto in Svizzera nel 2000.
Ci vuole magia per realizzare questo obiettivo? No. Ci vuole abilità, buon senso, capacità di individuare soluzioni. Noi le abbiamo prospettate tante volte. è necessario, urgente e improcrastinabile, pubblicare un bando per la realizzazione di un impianto industriale per la produzione di biogas ed energia utilizzando i rifiuti solidi urbani come combustibile, dai quali vengano estratte preventivamente preziose materie prime, quali legno, vetro, plastica, cellulosa e altro.

Ogni impianto costa circa 250 milioni di euro, può essere realizzato chiavi in mano in 36 mesi, utilizza 180mila tonnellate di rifiuti l’anno, tanto quanto ne produce una comunità di 35-40mila persone, e realizza un recupero elettrico di 106mila MWh, sufficienti per il fabbisogno di circa 50mila persone. Ieri abbiamo pubblicato uno schema che riproduce quanto appena scritto.
Gli impianti non gravano sulle casse pubbliche se non per quote minime. Infatti circa il 30 per cento proviene da fondi europei, una seconda parte dal Cip6 e la terza viene finanziata con project financing da gruppi di banche. Hanno una gestione attiva, con utili dell’ordine di qualche milione, impiegano oltre 100 lavoratori per la costruzione e circa 80 per la gestione.
Quella che prospettiamo sembra una soluzione miracolistica e, invece, non la è, perché in Europa esistono funzionanti centinaia di tali impianti.
Il ritardo della Sicilia, paradossalmente, è un fatto positivo, perché potrebbe insediare impianti di ultima generazione che nulla avrebbero a che fare con gli odiati termovalorizzatori e agli altrettanto odiati inceneritori.
 
Inoltre, dobbiamo segnalare che la rossa Emilia ha ben 8 di tali impianti spesso obsoleti, la Lombardia ne ha 13, il Veneto 3. Come si vede, quelle regioni hanno affrontato e risolto il problema degli Rsu da qualche decennio.
Chiunque si rechi in quelle regioni trova le strade pulite e non c’è traccia di spazzatura come accade qui da noi, perfino nel Parco dell’Etna che dovrebbe essere insignito dall’Unesco con il riconoscimento di patrimonio dell’Umanità.
Non sappiamo se le nostre continue segnalazioni a chi ha oggi la responsabilità di guidare la Sicilia avranno seguito, immediatamente seguito, ma sappiamo che le nostre inchieste mettono a nudo le responsabilità di Crocetta e delle sue maggioranze variabili.
Sembra del tutto ridicolo che, anziché affrontare i problemi della Sicilia e le relative soluzioni, il presidente della Regione e la sua maggioranza si trastulli su come cambiare assessori, nominarli deputati o esterni, e su tante altre amenità di cui i siciliani farebbero volentieri a meno.

La questione che abbiamo proposta fino a ieri potrebbe di botto fare lavorare centinaia di imprese e decine di migliaia di qualificati lavoratori, evitando quella ridicola iniziativa di distribuire a pioggia ben cinquanta milioni di euro per dare uno straccio di indennità a disoccupati (veri o finti).
Non già, quindi, la prospettiva di un lavoro continuativo, ma giusto un’azione per acquisire adepti alla propria azione partitocratica. Bravo Crocetta! Merita la lode e anche - perché no? - il bis.
Presidente, noi non le muoviamo critiche distruttive, ma le formuliamo proposte e soluzioni. Riteniamo che, in fondo (speriamo non molto), lei sia persona di buon senso. Realizzi quanto le suggeriamo, accantoni le azioni clientelari, faccia andare avanti i bravi siciliani e metta alla porta i raccomandati.
È chiedere troppo? Non crediamo. Non tiri a campare, non consumi il quinquennio di cui un anno è quasi finito, non si aggreghi ai due cattivi presidenti che l’hanno preceduta. I migliori siciliani lo esigono.

Articolo pubblicato il 20 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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