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Catania - Il Piano di riequilibrio devasta i servizi per le fasce più deboli
di Melania Tanteri

Il ridimensionamento falcia oltre la metà dei posti disponibili. Trojano cerca disperatamente 500 mila euro. Assistenza ai minori, si passa da 1300 a 560 soggetti: chiuderebbero sette istituti

Tags: Catania, Enzo Bianco, Giuseppe Girlando



CATANIA - Prima gli asili nido a rischio chiusura e ora l'assistenza ai minori quasi dimezzata. La scure dei tagli imposti dal Piano di rientro predisposto dalla giunta guidata dall'ex sindaco Stancanelli, approvato dal Consiglio comunale lo scorso anno ma non ancora dalla Corte dei conti palermitana, si stanno già abbattendo, e pesantemente, sui servizi sociali e alle famiglie.
Una situazione per cui l'amministrazione Bianco sta cercando di correre ai ripari, non senza difficoltà, considerati i vincoli rigidi che il Piano di riequilibrio economico dell'Ente, predisposto per evitare il dissesto, comporta e che sta diventando un problema reale per centinaia di famiglie bisognose.

“Bisogna tararsi con le risorse disponibili – spiega l’assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando - si cercherà di mantenere i livelli di assistenza immutati, quest’anno ma, con il Bilancio di previsione non ancora approvato, è difficile al momento prevedere il recupero di altre somme”.

E, se la situazione degli asili nido è stata temporaneamente risolta, con l'avvio regolare dell'anno scolastico e la garanzia del servizio almeno per qualche mese, l'assistenza ai minori dovrà necessariamente subire tagli drastici, per quanto l'assessore ai Servizi sociali del Comune, Fiorentino Trojano, stia tentando di innalzare il numero delle prestazioni fornite dall'amministrazione, come richiesto dalle famiglie dei minori assistiti che, prima nella sede della sesta municipalità e poi in piazza, hanno lanciato un appello affinché vengano garantiti gli stessi livelli dell'anno scorso.

“Le risorse sono sempre meno – ha spiegato Rosanna Di Guardo, rappresentante della Fondazione Cirino La Rosa - nonostante la richiesta di assistenza da parte delle famiglie sia aumentata. Fino a qualche anno fa – ha aggiunto - erano circa .1300 i minori assistiti, un numero che si è progressivamente ridotto a 760 nel 2012 e che quest'anno dovrebbe essere ulteriormente dimezzato”.

Un'ipotesi che, lo stesso assessore Trojano ha tentato di scongiurare attraverso il reperimento di somme aggiuntive, circa 500 mila euro, che potrebbero permettere all'amministrazione di potare il numero delle prestazioni per l'anno in corso a 560.
“Abbiamo fatto il possibile per garantire l’assistenza al maggior numero di soggetti possibile – ha evidenziato Trojano – assicurandola a 560 minori, anziché, come ipotizzato inizialmente, a 380, grazie ad alcune risorse che l’amministrazione sta cercando di recuperare dal Bilancio in modo da integrare quelle disponibili al momento”.

Ma la preoccupazione rimane alta, tanto che proprio stamattina si dovrebbe tenere un nuovo incontro per tentare di innalzare ulteriormente la soglia, come richiesto dai sindacati.

“La decisione del Comune di portare da 380 a 560 il numero di minori affidati agli istituti educativi assistenziali – hanno scritto i rappresentanti di Cisl e Cisl Scuola - è apprezzabile ma insufficiente. Siamo convinti che ci siano margini per poter fare di più. Il passo avanti dell’assessore è apprezzabile – hanno ribadito – ma, a fronte delle 1300 richieste, appare del tutto insufficiente”. Il rischio reale, secondo i sindacati, è che chiudano almeno la metà dei 14 istituti interessati.

Articolo pubblicato il 21 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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