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Redditometro e privacy: tutela del cittadino prioritaria
di Redazione

Il Garante del Contribuente per la Sicilia, Forastieri: “Apprezzabile l’intervento dell’Authority”. “Rimuovere eventuali irregolarità per non incorrere in sanzioni e contenziosi”

Tags: Salvatore Forastieri, Agenzia Delle Entrate



ROMA - Estrema cautela ma soprattutto tutela del contribuente: è in nome dei due principi cardine che hanno sancito il “nuovo corso” del Fisco, ovvero il rinnovato rapporto col cittadino improntato sulla fiducia (reciproca) e sulla trasparenza, che si è reso necessario il congelamento del nuovo redditometro, lo strumento “scova-evasori” introdotto dal Dl 78/20120 in sostituzione di quello precedente.

A non convincere il Garante della Privacy, che ha avviato un’istruttoria il cui esito è atteso per la metà di ottobre, sono due aspetti: da un lato le modalità con cui vengono definiti i profili del contribuente e la relativa attribuzione delle spese, dall’altro i dati contenuti nella cosiddetta Anagrafe tributaria, ovvero lo strumento attraverso il quale il Fisco ricostruisce l’effettiva capacità contributiva del cittadino per poi metterla a confronto con il reddito dichiarato in modo da individuare le proporzioni dell’eventuale “scostamento”.

L’Authority punta a verificare che il redditometro sia effettivamente uno strumento di qualità che si avvale di metodi efficaci ma soprattutto uniformi nel controllo fiscale e nell’accertamento di eventuali irregolarità.
Abbiamo chiesto un commento al Garante del Contribuente per la Sicilia, Salvatore Forastieri.
Secondo Lei, l’esame del Garante della Privacy, conferma il fatto che il redditometro è uno strumento imperfetto e ancora migliorabile?
“Certamente. La questione sembrava superata sulla base della documentazione fornita dall’Agenzia delle Entrate nel momento in cui era arrivato l’ok sul Sid, ossia il Sistema di Interscambio Dati che rappresenta l’elemento fondante del redditometro (con i dati che prima acquisisce e poi mette a disposizione al Fisco) ma il Garante ha ritenuto opportuno fare ulteriori verifiche. Va tuttavia riconosciuto il fatto che il redditometro possiede notevoli punti di forza e che ha permesso di compiere, rispetto al passato, notevoli passi in avanti sul fronte di un prelievo più equo e sulla definizione della capacità contributiva mediante le spese. È indispensabile che tale strumento venga gestito con la necessaria oculatezza al fine di evitare che vengano colpiti contribuenti che presentano scostamenti marginali, magari difficili da giustificare, al posto di altri casi in cui le spese che risultano al Fisco denotano tenori di vita assolutamente non confacenti ai redditi dichiarati. Ugualmente fondamentale è il rispetto delle regole, tra queste sicuramente il diritto alla privacy. La privacy del cittadino non va violata, se no non si tratta più di un servizio al contribuente ma di un danno. Vi sono dati, infatti, che potrebbero ledere la sfera di riservatezza dei cittadini entrando nella loro vita e scrutandone ad esempio spese farmaceutiche, mantenimento ed educazione della prole ed altri aspetti altrettanto delicati.Trovo apprezzabile l’intervento dell’Authority e la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate per risolvere il problema perchè ciò dimostra la volontà comune di non danneggiar ei cittadini in nessun modo e poi perchè, sicuramente, se ci dovessere essere qualche rilievo del Garante della Privacy, si potrà provvedere a rimuovere preventivamente le irregolarità scongiurando così il rischio di sanzioni e di contezioso”.

Resteranno dunque nei cassetti dell’Agenzia delle Entrate, almeno fino al via libera del Garante, le prime 35 mila lettere indirizzate ai contribuenti ed invitate per un primo contraddittorio.

Articolo pubblicato il 21 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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