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Regione siciliana, ora Crocetta insegue le larghe intese
di Raffaella Pessina

La fronda siciliana di Renzi garantisce sostegno al governatore. Ma il M5S continuerà a valutare gli atti di volta in volta

Tags: Davide Faraone, Ars, Rosario Crocetta, M5s, Giancarlo Cancelleri, Mariella Lo Bello, Nelli Scilabra, Nino Bartolotta, Luca Bianchi, Giuseppe Lupo



PALERMO - Il presidente della Regione ora dovrà affidarsi alle larghe intese e alla prima riunione di maggioranza, prevista per questa mattina, se non verrà deciso il suo rinvio,  potrebbero esservi politici invitati del tutto inaspettati, per giungere a una maggioranza formata da larghe intese, per una volta prendendo spunto dal modello nazionale.
 
E così si parla di rappresentanti del Movimento cinque stelle, anche se il suo capogruppo Giancarlo Cancelleri afferma che la posizione dei grillini resta sempre la stessa. Il Movimento valuterà gli atti di volta in volta in Aula, senza impegnarsi in un rapporto di stampella alla maggioranza di Crocetta.

Il giorno dopo l’abbandono del sostegno al governo deciso ieri dalla direzione regionale del Pd, la fronda del partito che fa capo a Renzi corre invece in soccorso di Rosario Crocetta. È Davide Faraone a guidare la cordata per garantire la maggioranza all’Ars ed evitare così la totale paralisi del Parlamento. A dare la voce a questa fase complessa è il deputato Fabrizio Ferrandelli: “E’ necessario ricostruire le ragioni dello stare e ricucire una rottura che non fa bene ai siciliani e preparare tempi nuovi”. Il Pd e Crocetta “devono ritrovarsi ed aggiornare insieme l’agenda del cambiamento”. Una intesa che si intreccia con la stagione imminente dei congressi e la scalata renziana al partito. “Stabiliamo una road map tutti insieme - prosegue Ferrandelli - una tabella di marcia per il cambiamento”. Da qui la richiesta degli stati generali del cambiamento ad ottobre, ad un anno esatto dalla vittoria del Pd e di Crocetta.

Replica Crocetta: “Collaborerò con tutto il Parlamento. Come ho sempre fatto, oltre gli steccati, sebbene il mio partito non l’abbia capito fino a giungere a questa scelta irresponsabile”. Sulla carta il presidente può contare su 32 deputati considerando Udc, Megafono, Drs e Articolo 4 e gruppo misto. Ma si potrebbe arrivare anche, tra varie incognite, a 39 deputati. La soglia però è 46.

A questo punto potrebbero entrare in gioco i pidiellini, ma anche pezzi del Pd che potrebbero non starci a far naufragare la nave come Faraone e Ferrandelli Intanto gli assessori del Pd in giunta hanno informato che per ora non si dimettono (Luca Bianchi – Economia, Mariella Lo Bello – Ambiente, Nelli Scilabra – Formazione, Nino Bartolotta – Infrastrutture). E lo hanno dichiarato ieri in una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo D’Orleans. E chissà se si verificheranno cambi di casacca. Il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo avverte: “Chi è del Megafono è fuori dal Pd, non si può stare in due partiti”.

Il Megafono, ragiona il segretario del Pd, “era nato come movimento, ma ora si è strutturato in partito e opera contro il Pd. Alle amministrative esponenti del Megafono si sono candidati contro il Pd, oggi esistono gruppi consiliari del Megafono contrapposti a sindaci del Pd. Il Megafono - avverte Lupo - non può essere un partito nel partito. Si decidano: o nel Pd o nel Megafono”. E prosegue “Crocetta ci ha escluso da ogni scelta di governo, non ci ha comunicato neanche le decisioni piu’ impopolari che il governo ha assunto, come quella di aumentare l’addizionale Irpef per 30 anni a tutti i siciliani, cosa che abbiamo impedito in extremis” E conclude: “La rottura decisa dalla direzione del Pd con il presidente della Regione Rosario Crocetta “non e’ per le poltrone. Usciamo da giunta proprio perche’ non ci interessano”. “ Il Pd, ha aggiunto Lupo, non andrà al vertice di maggioranza “perché è sul rimpasto e noi non lo abbiamo mai chiesto”.

Ieri pomeriggio l’Aula è stata aperta in orario, ma è stata sospesa subito per consentire la conclusione di una conferenza stampa del Pd tenutasi nello stesso Palazzo dei Normanni sul tema dell’energia. Gli scranni vuoti di Sala D’Ercole ormai sono divenuti una abitudine. All’ordine del giorno i ddl di iniziativa parlamentare sul ripudio della mafia e sulla riforma dell’Irsap. La riunione è ripresa un’ora e mezza dopo la sua prima apertura, ma alla prima votazione di un ordine del giorno sulla rivalutazione dei borghi rurali, è venuto a mancare il numero legale. Lo spettro della crisi e i dissidi interni al Pd sicuramente hanno inciso in maniera pesante su una attività legislativa già di per se piuttosto carente.

Articolo pubblicato il 25 settembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rosario Crocetta
Rosario Crocetta