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Pure un coordinamento contro il caro-bollette
di Rosario Battiato

Tar e Corte costituzionale hanno dato ragione agli utenti. La prima richiesta: “Rimborsare l’Iva applicata alla Tia”



PALERMO – Uscire dal caro bollette? Secondo Sebastiano Battaglia del Coordinamento dei comitati cittadini “caro Bollette Ato ME2" ci sono già gli strumenti efficaci per risolvere la questione. Partendo da due recenti sentenze, la n° 1250 del 7 luglio c.a., emessa dal Tar Catania, Sez. I, e la Sentenza n. 238 del 24 luglio 2009 della Corte Costituzionale, che ha stabilito che la tariffa di igiene ambientale è una tassa e non una tariffa e pertanto non può essere soggetta a Iva. “Da ciò consegue – ha spiegato Battaglia - che, fino a quando non entrerà in vigore il nuovo meccanismo tariffario, disciplinato dall’art. 238 del Dlgs. N° 152/2006, per il territorio di ciascun Comune resta in vigore la tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu)”.

Allo stesso tempo si dovrà rimettere ordine nella gestione delle bollette emesse dalle Ato viziate da “insanabili illegittimità”. Il passaggio successivo consiste principalmente nell’azione delle Autonomie locali. “Bisogna pretendere che i sindaci premano sui consigli comunali affinché questi, dopo aver adempiuto all’obbligo di deliberare la tariffa di igiene ambientale, sottopongano la stessa alla congruità dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato, poiché solo un’stituzione pubblica, che riflette gli interessi generali della collettività, ha la podestà di stabilire se una tariffa pubblica sia da ritenersi conveniente o meno per il cittadino, e non altri”.

Inoltre un importante abbattimento dei costi, suggerisce Battaglia, si può osservare in alcune realtà isolane, dove la creazioni di sistemi consortili hanno ridotto notevolmente i costi di gestione compreso il risparmio delle indennità spettanti al Consiglio di amministrazione.

Articolo pubblicato il 09 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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