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Fermo amministrativo: cosa deve fare il contribuente per contestarlo
di Emiliano Zappalà

Trenta giorni di tempo dal momento in cui è stato ricevuto il preavviso

Tags: Equitalia, Fermo Amministrativo



CATANIA - È partita nei giorni scorsi, dagli sportelli di Equitalia, una sfilza considerevole di fermi amministrativi per migliaia di contribuenti italiani. La campagna è stata preparata tra il 12 e il 13 agosto, proprio mentre la gran parte delle famiglie si preparava alle vacanze. In quegli stessi giorni infatti sono stati inviati migliaia di preavvisi di fermo. Questi, recapitati tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, lasciano ai contribuenti un margine di trenta giorni per il pagamento. Il rischio in caso di mancata corresponsione dell'avviso, è l'iscrizione del fermo amministrativo per i malcapitati.

Il maggior problema consiste nel fatto che gli avvisi possono fare riferimento anche a sanzioni vecchie una decina di anni. È necessario dunque per i cittadini prendere alcune precauzioni. Per prima cosa, per evitare i rischi legati a questo tipo di procedure, coloro i quali hanno ricevuto il preavviso di fermo amministrativo da Equitalia, dovrebbero analizzare nel dettaglio le cartelle di pagamento, scorrendo ogni singola voce addebitata, per sincerarsi che le somme richieste siano effettivamente dovute. Una volta terminata questa operazione, nel caso in cui fossero state individuate eventuali contestazioni da sollevare sarà possibile richiedere ad Equitalia, in virtù della Legge di Stabilità, la sospensione del fermo amministrativo, nonché lo sgravio delle somme che il contribuente non è tenuto a pagare.

Per rendere effettiva la contestazione è però necessario che essa venga sollevata entro trenta giorni dal giorno in cui è stato ricevuto il preavviso. Considerato dunque che la maggior parte di essi è stato inviato intorno alla data di ferragosto è probabile che per molti contribuenti la data di scadenza del termine ricada intorno alla metà di Novembre.

Una volta richiesto l'annullamento poi bisognerà attendere le mosse degli esattori, ovvero degli agenti di riscossione e dei vari enti creditori. Questi, entro 220 giorni dalla data in cui è stata sollevata la contestazione, sono tenuti a espletare le verifiche del caso, rispondendo nel dettaglio a ogni singolo richiedente. La risposta dovrà contenere motivazioni precise che diano chiara spiegazione dell'accoglimento o meno delle richieste di sgravio. Nel caso in cui questo non dovesse avvenire si verificherà una sorta di sgravio automatico delle somme contestate, per il sollievo del contribuente.

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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