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Quotidiano di Sicilia

Il peso delle Partecipate, una Regione parallela
di Lucia Russo

Iniziate le audizioni in commissione Attività produttiva all’Ars. Obiettivo: presentare una relazione a governo e Parlamento

Tags: Partecipate, Regione Siciliana



PALERMO –  E' passato un anno e in commissione Attività produttive all’Ars, si torna ad analizzare la situazione delle partecipate regionali. Sì perché dell’operazione di razionalizzazione delle partecipazioni regionali annunciata dall’allora assessore alla Presidenza, Giovanni Ilarda, si è rimasti fermi alla liquidazione della Risem spa. Nulla di fatto della riduzione a dieci delle società partecipate della Regione, secondo il programma di governo di Lombardo. Se il 25 luglio 2008 era stato l’assessore alla Presidenza a riferire della situazione delle partecipate, questa volta il presidente della commissione, Salvino Caputo, ha convocato direttamente i vertici delle società partecipate invitandoli a relazionare e a presentare, ciascuno, il piano industriale, l’organigramma e il bilancio consuntivo degli ultimi tre esercizi. Nella prima convocazione di martedi scorso erano presenti i vertici di Sicilia e-Innovazione, Sicilia Ricerca,  Sicilia e-Servizi, Sicilia Patrimonio immobiliare, Mercati Agroalimentari Sicilia, Parco scientifico e tecnologico, Multiservizi, Italia Lavoro Sicilia, Siciliacque e Sviluppo Italia Sicilia . Per il Governo della Regione erano presenti l’assessore Regionale all’Industria Marco Venturi e il direttore generale Nicola Vernuccio.

 Ci saranno altre convocazioni e, come ci ha precisato il presidente Caputo, le società sono state invitate a fornire la documentazione richiesta precedentemente alla stessa audizione. “Il nostro intento – ha detto Caputo – è di sostenere il presidente Lombardo nell’operazione di riduzione di queste società, come previsto nel programma di Governo”. Al termine delle audizioni saranno elaborate una risoluzione di maggioranza e una relazione di minoranza destinate entrambi al Presidente della Regione Lombardo e al Parlamento Siciliano. L’ufficio di presidenza della commissione ha inoltre previsto l’insediamento di un’apposita commissione d’indagine. Sì perché si farà luce non solo sulle società da sopprimere ma anche su quelle che invece sono degli esempi di eccellenza.

Nel corso dell’audizione è emersa l’inutilità della presenza di due società per la realizzazione dell’informatizzazione completa della Regione. Attualmente ce n’è una che pensa i progetti in funzione delle esigenze della Regione (Sicilia e-Innovazione) e un’altra società che li realizza (Sicilia e-Servizi) con una duplicazione di organi sociali e dipendenti.
Situazioni paradossali sono venute fuori, come quella del Mercato Agro Alimentare di Catania, cui il Qds ha dedicato un’inchiesta nell’agosto 2008, costato quasi 50 milioni di Euro, con una recente  ricapitalizzazione del capitale con oltre 5 milioni destinati dal Governo regionale. Un Ente che dal 1991 non è mai entrato in funzione, con una partecipazione regionale del 93 % e che ha un consiglio di Amministrazione di 5 Componenti a fronte di 4 dipendenti.

Emerge così nel complesso una Regione parallela con uno stipendificio per quasi 4 mila dipendenti, assunti senza alcun concorso. Situazione divenuta insostenibile e che non è possibile prolungare ancora. Nel 2007 il Servizio Patrimonio dell’assessorato regionale al Bilancio aveva avviato una ricognizione che però è stata stoppata per le pressioni politiche. Non possiamo che augurarci che questa sia la volta buona per portare avanti l’anelato processo di razionalizzazione delle partecipate regionali.

Articolo pubblicato il 10 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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