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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Nave Concordia da smantellare. Si fa avanti il porto di Palermo
di Luca Mangogna

Sulla vicenda la Fincantieri non si pronuncia e attende la decisione ultima della Costa Crociere. Lo scalo portuale del capoluogo sembra il più idoneo ad accogliere il relitto

Tags: Palermo, Porto, Concordia, Costa Crociere, Fincantieri



PALERMO – Finita la grande attenzione mediatica attorno al raddrizzamento del relitto della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio, adesso la stessa attenzione viene dirottata verso il porto che si premunirà di accogliere la nave per la messa in sicurezza. È fuori discussione infatti che in Italia venga ultimato lo smantellamento, visto che la Penisola non può garantire le infrastrutture e le maestranze adeguate per una tale, complessa, operazione, che certamente sarà svolta all’estero.

In prima linea per ricevere la commessa della messa in sicurezza c’è la Fincantieri e in particolare il bacino di Palermo, visto che, nonostante i proclami del governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, Piombino non è assolutamente in grado di ricevere la Concordia, dato che il porto livornese necessita di almeno tre anni di lavori per adeguarsi ad accogliere la nave. Sulla vicenda, la Fincantieri fa fronte compatto e decide di chiudersi a riccio in silenzio stampa, in attesa che la Costa Crociere prenda la sua decisione, che dovrebbe avvenire all’incirca fra un anno. In molti comunque, credono che la destinazione naturale sia Palermo.
 
“Da quello che sappiamo e da quello che è emerso durante l’ultimo incontro ufficiale al ministero dello Sviluppo economico – ci ha spiegato il sindacalista Francesco Piastra della Fiom - Fincantieri ha fatto una sua ipotesi di soluzione del problema Concordia, rispetto al disarmo della nave, che dovrebbe prevedere la destinazione a Palermo della stessa nave”.

I sindacati, che più volte recentemente hanno accusato l’azienda di immobilismo, rispettano la strategia al momento messa in atto da Fincantieri sulla questione, salvo comunque mettere alcuni punti in chiaro.

“La nostra condizione è questa: noi non vogliamo nessuna guerra fra poveri, fra noi e Piombino, ma chiediamo che venga rispettata una logica industriale – ha proseguito Piastra - Il Cantiere navale di Palermo è l’unico, come ci è stato detto tra l’altro al ministero dello Sviluppo economico, che ha la caratteristica per potere accogliere la nave e il bacino di 400 mila tonnellate senza spendere un euro in più. Quindi se si segue questa logica, è Palermo la destinazione naturale della Concordia”.
 
Altre scelte non sarebbero meritorie di comprensione. “Non capiremmo altre logiche politiche che verrebbero fatte a scapito del nostro territorio: questa è la nostra situazione – ha aggiunto ancora il sindacalista. Abbiamo detto al vice ministro De Vincenti contrasteremo ogni logica che non sia industriale perché questa volta l’eccellenza siamo noi e quindi riteniamo logico che questa eccellenza venga sfruttata. L’infrastruttura che c’è a Palermo – ha chiosato Piastra - altri cantieri non ce l’hanno”.
 

 
Riflessi occupazionali. Si garantirebbe un anno di lavoro per circa 100 persone

PALERMO – Qualora la commessa per la messa in sicurezza della Concordia dovesse realmente approdare a Palermo, dal punto di vista occupazionale verrebbero impiegati nel cantiere un centinaio di lavoratori, escludendo l’indotto. Inoltre la Fincantieri con il riutilizzo dei cassoni costruirebbe una chiatta. In pratica nel bacino di Palermo verrebbero garantiti tre mesi di lavoro per mettere in sicurezza la nave, più altri otto per costruire la chiatta, che verrebbe poi utilizzata per i trasporti industriali. “La commessa avrebbe una ricaduta ottimale sul piano occupazionale – ha aggiunto il sindacalista della Fiom Francesco Piastra - ma sarebbe anche una scelta giusta sul piano economico e sociale. Per questa volta non ci sono scuse: il Sud rappresenta l’eccellenza e non ha niente da invidiare a nessuno. Dal punto di vista strettamente tecnico – ha ribadito Piastra – il bacino di Palermo è senza dubbio alcuno la destinazione logica e naturale per la messa in sicurezza della Concordia”. (lm)

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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