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Trapani - Carceri sovraffolate, una piaga
di Vincenza Grimaudo

Nella struttura di Favignana il personale è stato ridotto di 24 unità, aggravando le condizioni già pessime. Troppi detenuti e poche forze dell’ordine nei penitenziari della provincia trapanese

Tags: Trapani, Carcere, Favignana



TRAPANI – Le carceri della provincia trapanese sempre più ai margini. Strutture dimenticate, condizioni di invivibilità, sovraffollamento perenne e carenza di uomini e mezzi delle forze dell’ordine. Certamente la situazione più difficile la vive il carcere di San Giuliano tra Trapani ed Erice dove ogni detenuto ha appena 4 metri quadrati da potere calpestare. Ci sono infatti celle di 19 metri quadri capaci al massimo di contenere 4 persone e invece adattate per 6. Sono questi gli effetti del sovraffollamento alla casa circondariale trapanese dove risultano 121 detenuti in eccesso. L’istituto penitenziario conta, infatti, 511 reclusi a fronte di una capienza massima di 390.

Affollati tutti i reparti. Sono 68 anziché 44 i carcerati della sezione protetti (soggetti a rischio, detenuti per reati sessuali e collaboratori di giustizia), 105 nel reparto di alta sicurezza (per i reati di associazione mafiosa), 10 in isolamento, 302 nella sezione comune, 7 i beneficiari dell’articolo 21 (soggetti che per buona condotta svolgono lavori all'esterno), 5 in regime di semilibertà e 14 donne.

Corsi professionali, attività scolastica e volontariato impegnano 300 detenuti, un parco giochi offre in estate a padri e figli la possibilità di incontrarsi in un ambiente sereno. Ad aumentare l’affollamento del carcere di Trapani, dallo scorso anno, ha contribuito la chiusura del penitenziario di Marsala, soppresso dal ministero della Giustizia, perché considerato vetusto.

Le cose vanno anche peggio a Favignana dove è stato proclamato lo stato di agitazione dei poliziotti penitenziari in servizio al carcere dopo che l’amministrazione centrale ha deciso di ridurre di 24 unità il personale impiegato nella struttura dell’Isola ritenendolo in esubero. A darne notizia, in una nota, è il coordinatore regionale della Uil penitenziari Sicilia Gioacchino Veneziano che, insieme al segretario provinciale Uil penitenziari Fabio Adragna e al componente della segreteria Michele Soldano, ha partecipato a una riunione a Favignana incontrando il direttore del carcere Giuseppe Barraco. “Il direttore – afferma Veneziano – mi ha informato che le 24 unità di personale non sono affatto in esubero, ma essenziali al corretto funzionamento della struttura di detenzione secondo gli standard di sicurezza. Di conseguenza, ho deciso di chiedere un incontro urgente con il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per analizzare meglio insieme la pianta organica e capire che soluzioni adottare”.

 
Dal Governo promesse mai mantenute. Dalla carenza di acqua agli spazi ristretti sono molti i disagi per i carcerati

TRAPANI - A Trapani venne impiegato come carcere fino al 1965 il Castello della Colombaia. L’odierna struttura, progettata dall’architetto Giovanni Patti e pronta nel 1958, occupa un’estensione di 92.451 mq. Due anni fa l’allora ministro della Giustizia Alfano annunciò la costruzione di un altro padiglione del carcere per ospitare altri 200 detenuti, ma il progetto non si è mai realizzato. Così come il Governo ha tagliato il progetto di costruzione del nuovo carcere di Marsala, che sarebbe dovuto sorgere in Contrada Scacciaiazzo. Una delegazione del Partito Radicale, che ha visitato il carcere di San Giuliano nel 2012, ha denunciato alcune mancanze, tra cui la carenza dell’acqua, “che viene erogata per poche ore al giorno, per cui i detenuti benestanti possono permettersi quella minerale mentre gli stranieri, o anche gli italiani indigenti, sono costretti a bere l’acqua del rubinetto, il cui colore, nonostante le passate certificazioni dell’Asp, non è rassicurante”.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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