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Quotidiano di Sicilia

Catania - Se anche la società dell’acqua “fa acqua” da tutte le parti
di Melania Tanteri

La pesante denuncia dei sindacati: dopo cinque convocazioni dell’assemblea non c’è un presidente. La Sidra sull’orlo della crisi: vanta crediti per 40 mln € verso il Comune

Tags: Catania, Acqua, Servizio Idrico, Sidra, Ottavio Vaccaro, Antonino Oliva



CATANIA - Da fiore all’occhiello ad azienda sull’orlo di una crisi finanziaria. Questa la situazione dipinta dai sindacati e relativa alla Sidra Spa, una delle società partecipate del Comune di Catania e che gestisce il servizio idrico, priva di vertice da quando, a giugno scorso, il presidente Ottavio Vaccaro, ex assessore della giunta Stancanelli, si è dimesso.
 
Da allora, infatti, nonostante siano passati tre mesi e numerose riunioni del Cda, non è stato nominato nessuno. “La Sidra è sull'orlo di una crisi finanziaria senza precedenti – hanno scritto in una nota congiunta le segreterie provinciali e aziendali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, Ugl e Fesica – e non si riesce a nominare presidente e consiglio di amministrazione”. Sono ben 5 le convocazioni dell'assemblea dei soci alla Sidra Spa per nominare il nuovo presidente e il relativo consiglio di amministrazione, che sono saltate, e oggi, le redini dell'azienda potrebbero essere affidate al collegio sindacale, organo controllore.

“È necessario – hanno proseguito i sindacati - che l’amministrazione comunale affidi una guida istituzionale determinante per il futuro di una azienda partecipata al 100 per cento dallo stesso Comune. Il risultato di questo immobilismo politico – hanno continuato - è la conseguente dimissione non più rinviabile da parte del vecchio Cda, affidando le redini aziendali al collegio dei sindaci, secondo quanto previsto dalle norme, che palesemente trasformano la condizione di un organo controllore in un altrettanto contestuale organo controllato”. I sindacati chiedono quindi chiarimenti al sindaco Bianco e alla sua giunta, ma nel frattempo hanno dichiarato anche lo stato di agitazione dei lavoratori della partecipata, che conta circa 150 dipendenti e fornisce l’acqua a circa 100 mila utenze.

“La situazione venutasi a creare è insolita – ha sottolineato, in particolare, Carmelo Giuffrida, segretario provinciale Ugl chimici - e preoccupa i lavoratori che chiedono al sindaco di fare in fretta nel nominare il presidente per fare sì che l'azienda non perda in innovazione e competitività e che venga garantita la stabilità finanziaria. In questo momento – ha proseguito - vanno fatte scelte forti, come ad esempio quelle relative proprio al recupero crediti, ma il direttore generale Antonino Oliva non ha potere decisionale, quindi si rimane in stallo”. Non solo, senza Cda, non si può optare per la scelta di altri fornitori fondamentali per abbattere le principali voci del bilancio societario. Intanto, l'azienda, per cercare di recuperare l’enorme credito da parte del Comune, a settembre ha presentato un decreto ingiuntivo per 40 milioni di euro anticipati dalla Sidra per la fornitura di acqua e altri lavori realizzati.

“È intollerabile una delle partecipate più importanti del Comune che serve oltre 100mila cittadini, sia da quattro mesi senza un presidente a causa delle beghe interne alla maggioranza di Bianco che non riesce ad accordarsi su come spartirsi la poltrona più alta dell’acquedotto catanese – ha commentato a caldo il capogruppo del Pdl, partito di opposizione al Consiglio comunale. La Sidra è paralizzata e i suoi dipendenti temono per il loro futuro lavorativo – ha aggiunto – e non ci si può permettere di perdere altro tempo”.

Articolo pubblicato il 04 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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