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Messina - Beni per 400 mila euro confiscati ai Tortoriciani
di Redazione

Operazione della Direzione investigativa antimafia di Messina

Tags: Orlando Galati Giordano, Mafia, Messina



PALERMO - Beni per 400 mila euro riconducibili a Orlando Galati Giordano, ritenuto esponente di spicco del clan dei Tortoriciani - operante nella fascia tirrenica-nebroidea della provincia di Messina - e al figlio Eros Gennarino sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia di Messina.

Il provvedimento, emesso il 25 settembre scorso dalla Corte d’Assise di Appello del Tribunale di Reggio Calabria, fa seguito a un precedente sequestro eseguito dagli investigatori della Dia nel luglio scorso. La confisca riguarda un'unità immobiliare a Tortorici (Messina) e una ditta individuale operante nel settore della rivendita di giornali e periodici intestata al figlio e con sede a Pisa, città nella quale risiede da diversi anni il nucleo familiare dell'uomo.

La confisca trae spunto da un'attività d'indagine delegata alla Sezione operativa di Messina dalla Procura generale di Reggio Calabria per accertare la situazione patrimoniale di Orlando Galati Giordano, attualmente detenuto, al 9 marzo del 2010, data in cui era divenuta definitiva la sentenza di condanna a venti anni di reclusione emessa dalla Corte di Assise di Appello di Messina per i reati di associazione mafiosa, omicidi ed estorsioni consumati dal medesimo nella provincia peloritana tra il 1986 e il 1993.

Le investigazioni patrimoniali della Dia hanno consentito di fare emergere evidenti profili sperequativi tra i beni posseduti e i redditi dichiarati ai fini delle imposte sul reddito dall'uomo, ritenuto elemento carismatico nell'ambito del già citato gruppo mafioso dei Tortoriciani, tanto da divenirne, intorno alla fine degli anni Ottanta, capo indiscusso dell'omonima frangia che si contrapponeva a quella dei Bontempo Scavo.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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