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Trapani - Sequestri per 38 mln di euro ai danni della mafia trapanese
di Redazione

Sequestrato dai Cc un ingente patrimonio riconducibile a Messina Denaro

Tags: Trapani, Mafia, Matteo Messina Denaro



TRAPANI - Un duro colpo al patrimonio riconducibile a Matteo Messina Denaro e alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara è stato inferto dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani, che ieri mattina hanno dato esecuzione al sequestro, emesso dal Tribunale di Trapani, su proposta della Procura distrettuale antimafia di Palermo, per un valore complessivo di circa 38 milioni di euro.
 
Il provvedimento di sequestro completa un percorso investigativo che, dopo aver portato all’arresto degli esponenti di spicco dell’organizzazione criminale, ha contestualmente individuato un ingente patrimonio accumulato dal sodalizio, comprendente aziende olearie, attività commerciali, abitazioni, terreni e numerosi rapporti bancari.
 
L’intervento si è concentrato nelle province di Trapani, Varese, Trieste e Milano, colpendo il patrimonio riconducibile agli esponenti mafiosi Filippo Greco, Simone Mangiaracina e Vito Signorello, nonché quello degli imprenditori Antonino Moceri e Antonino Francesco Tancredi, arrestati il 12 dicembre del 2011, per associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni aggravata dall’art. 7 della legge 356/92.

Gli accertamenti patrimoniali hanno evidenziato le modalità di controllo delle attività economiche e produttive del territorio da parte dell’organizzazione, attraverso la gestione occulta di società e imprese in grado di monopolizzare il remunerativo mercato olivicolo e il settore dell’edilizia pubblica e privata. Oltre a individuare l’entità del patrimonio occulto dei prestanome della famiglia campobellese, l’attività ha consentito di delineare l’asse economico, alimentato con conferimenti di “sospetta provenienza” nel settore imprenditoriale, mediante l’acquisizione di due strutture industriali e importanti oleifici a Campobello di Mazara e immobiliare, con la realizzazione di fabbricati a uso privato e vasti terreni ubicati nel trapanese e nella provincia di Varese.

In definitiva, nell’ambito dell’intervento ricompreso a pieno titolo nella complessiva manovra investigativa condotta dal Ros e dal Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani, finalizzata alla ricerca di Matteo Messina Denaro, è stato disposto dal Tribunale di Trapani il sequestro di due strutture industriali, quattro società attive nel settore olivicolo, 181 immobili - tra cui ville, appartamenti, magazzini e terreni agricoli – venti autovetture, nonché 43 rapporti bancari e cinque polizze assicurative.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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