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Quotidiano di Sicilia

Riscossione, rivoluzione rinviata. Resta ancora l’aggio per l’ex Serit
di Salvatore Forastieri

Il 30 settembre doveva entrare in vigore la remunerazione per costi fissi, ma ancora manca il decreto attuativo. Il compenso spettante all’Agente è pari all’8% delle somme iscritte a ruolo

Tags: Equitalia, Serit, Riscossione Sicilia



PALERMO - Nel nostro Paese, come è noto, l’attività di riscossione dei tributi erariali ed in parte anche di quelli locali è affidata all’Agente della riscossione, ossia a un ente avente natura privatistica ma che segue regole previste espressamente dalla legge.

In Italia l’Agente della riscossione è la società Equitalia spa. In Sicilia, invece, considerata la completa autonomia della nostra Regione anche per quanto attiene alla riscossione dei tributi, Agente della riscossione è la società Riscossione Sicilia spa (la vecchia Serit).

L’attività di Equitalia e di Riscossione Sicilia è quella di curare le procedure che seguono alla iscrizione a ruolo delle somme dovute dai contribuenti, nella maggior parte dei casi notificando la cartella di pagamento, nonché di procedere alla riscossione coattiva nel caso in cui il debito fiscale non venga estinto entro 60 giorni dalla notifica della cartella.

Tra le procedure di riscossione c’è anche quella esecutiva, tra cui il fermo amministrativo sui beni mobili, l’iscrizione di ipotecaria sui beni immobili e l’eventuale vendita con assegnazione del ricavato ai creditori; ma ci sono anche procedure di adempimento facilitato come la dilazione di pagamento che, attualmente, consente al contribuente di rateizzare quanto dovuto fino ad un massimo di 120 rate.

Il compenso spettante all’Agente della Riscossione è stabilito pure per legge e, dal 1° gennaio del 2013,  è fissato nella misura dell’8% delle somme iscritte a ruolo.  Di questo 8%, se il pagamento avviene entro il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, il contribuente ne paga solo il 4,15% e la restante parte, pari al 3,85% è a carico dell’ente creditore. Se il pagamento avviene, invece, oltre il termine di 60 giorni, tutto l’aggio spettante all’Agente della riscossione è a carico del contribuente.
Recentemente, però, l'aggio, è stato oggetto di numerose censure, e non solo da parte dei contribuenti debitori, ma anche dalla giurisprudenza, essendo stati avanzati dubbi di legittimità costituzionale e di compatibilità con il diritto comunitario quale illegittimo aiuto di stato.

Ora, però, si preannunciano grosse novità in materia di compensi per la riscossione che dovrebbero superare le criticità prima evidenziate. Il “Decreto del Fare”, il Dl 69/2013, infatti, tra le tante disposizioni riguardanti l’addolcimento della riscossione, ha ripreso una norma già contenuta nel “Decreto Monti” (Dl 201/2011)  che prevede l’abbattimento dell’aggio con una rivisitazione di tutto il sistema di remunerazione. La cartella, in pratica, dovrebbe essere gravata solo dai costi fissi e dagli interessi con una maggiore trasparenza e coerenza rispetto all'effettiva attività di recupero dei crediti erariali svolta.
Tale disposizione, per la verità, sarebbe dovuta entrare in vigore il 30 settembre scorso, ma essendo subordinata all’emanazione di un apposito decreto, ancora non ha avuto concreta efficacia.

L’Aggio, pertanto, è ancora dell’8%. Vedremo poi, dopo l’emanazione del decreto, se effettivamente il contribuente avrà motivo di essere contento per questo intervento legislativo visto che, in ogni caso, dovrà sicuramente trovarsi una soluzione che contemperi l’esigenza di non aggravare il debito del contribuente con quella di remunerare in modo adeguato e trasparente  l’attività dell’Agente della riscossione.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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