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Palermo - Dai Revisori via libera al bilancio: permangono criticità strutturali
di Gaspare Ingargiola

“Previsioni finanziarie coerenti”, ma occorrono provvedimenti efficaci per assicurare la tenuta dei conti. Il preventivo 2013 arriverà adesso, in grande ritardo, in Consiglio comunale

Tags: Palermo



PALERMO – Al netto di una serie di criticità irrisolte, il Collegio dei revisori del Comune ha espresso parere positivo alla bozza di bilancio di previsione 2013. Nella loro relazione i contabili Antonino Maraventano, Fulvio Coticchio e Francesco Vetrano hanno rilevato che “le previsioni finanziarie sono complessivamente attendibili, congrue e coerenti” ma invitano al contempo l’amministrazione a “prendere in adozione i provvedimenti indicati” per assicurare la tenuta dei conti.

Lo schema del previsionale arriverà adesso in Consiglio comunale, con un certo ritardo sui tempi indicati dalla legge per gli eventuali correttivi. La manovra finanziaria di Palazzo delle Aquile per il 2013 ammonta a 1,4 miliardi di euro in entrata e altrettanti in uscita. A influire positivamente sulle entrate è in primo luogo un aumento complessivo della pressione fiscale, in particolare dell’addizionale comunale Irpef (aumentata dello 0,8% su decisione della precedente consiliatura con un gettito cresciuto di 137 mila euro per un totale di quasi 54 milioni), della Tosap (aumentata su delibera del commissario straordinario Luisa Latella con un gettito cresciuto di 1,19 milioni per un totale di 5,89 milioni) e dell’imposta locale sui rifiuti, che fino all’anno scorso era la Tarsu e ora si chiama Tares e alle famiglie costa un 30% in più. In totale le entrate tributarie ammontano a 786 milioni di euro.

L’aumento delle imposte compensa in parte la drastica riduzione dei trasferimenti statali e regionali: i primi sono passati dai 408 milioni del 2011 e 319 del 2012 ai 279 milioni di quest’anno, ben 40 milioni in meno in dodici mesi. I secondi sono diminuiti meno precipitosamente: erano 150 milioni nel 2011 e 145 l’anno scorso, sono 7 in meno nel 2013 per un totale di 138 milioni. Ancora troppo incostante l’utilizzo dei fondi comunitari: se è vero che nel 2011 venne sfruttata la risibile cifra di 1.000 euro, nel 2012 i fondi europei ammontavano a 11,8 milioni contro i 3,1 milioni di quest’anno. In totale le entrate da trasferimenti ammontano a 421 milioni di euro.

Poi ci sono le entrate extratributarie, e in particolare servizi pubblici e beni comunali, che consentono un ricavo di 48 milioni, in netto calo rispetto ai 58 del 2012 e ai 64 del 2011. I beni meno produttivi sono i Musei e gli spazi espositivi: coprono appena il 6,26% (circa 146 mila euro), peraltro in ribasso, di quanto costano (2,33 milioni). Male anche asili e mense (copertura media del 12% delle spese), la Città dei ragazzi (per la verità appena riaperta dopo un lungo periodo di abbandono) e gli impianti sportivi: fatiscenti, alcuni chiusi da anni, eppure costano 3,89 milioni contro gli 804 mila euro di incasso.

Per quanto riguarda i capitoli in uscita, la voce spese correnti migliora sensibilmente registrando un meno 28 milioni (i 786 del 2013 contro gli 815 del 2012, meno 3,49%) con la stima di tagliarne altri 28 entro il 2015 per arrivare a 758 milioni. Le spese per il personale diminuiscono di 8 milioni (da 275 a 267 milioni), di 4 (da 383 a 379 milioni) quelle per prestazioni di servizi previsti dai contratti con le partecipate, mentre subiscono un’impennata (più 38%) i trasferimenti, ovvero i contributi alle start-up e alle fondazioni teatrali, l’assistenza specialistica ad alunni disabili, le borse di studio e così via.

Le spese in conto capitale (opere pubbliche, manutenzioni, debiti fuori bilancio, ecc.) ammontano invece a 252 milioni di euro.
Alla voce “i soliti noti” si iscrivono infine i rilievi conclusivi dei revisori contabili: “tardiva approvazione del rendiconto di gestione, bassa capacità di riscossione delle tasse, elevato ammontare dei residui attivi e passivi e dei debiti fuori bilancio, mancato contenimento delle spese per il personale a tempo determinato, perduranti perdite di esercizio e fortissima esposizione debitoria delle partecipate, in particolare Amia, Amat e Gesip”.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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