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Caditoie ostruite e nessuna manutenzione, Partinico sommersa dopo 15 minuti di pioggia
di Redazione

I cittadini danneggiati puntano il dito contro l’assenza di interventi preventivi da parte del Comune

Tags: Partinico



PARTINICO (PA) - Una città in ginocchio e una storia che si ripete almeno due o tre volte l’anno. Puntualmente, quando si verifica una scarica violenta di pioggia, anche se per pochi minuti, succede il finimondo con danni ad abitazioni, negozi, strade e campagne. Questa è Partinico, territorio in cui non ci si può permettere di abbassare la guardia quando arrivano le stagioni più rigide, perché si rischia di vedere distrutta la propria auto, quando va bene, oppure gli scantinati, la casa e il negozio.

Il problema si è ripresentato di recente con un nubifragio di appena un quarto d’ora. Tanto è bastato per creare la solita paura e tensione, figli di una serie di fattori che si intersecano fra loro. Da una parte l’errata progettazione della rete di smaltimento delle acque piovane, problema atavico e che certamente non è risolvibile nel breve periodo, dal momento che servirebbe una radicale rivoluzione e soprattutto tanti soldi; dall’altra la carente manutenzione delle caditoie stradali, puntualmente intasate da rifiuti e fango e che quindi non garantiscono il passaggio ottimale dell’acqua.

Fatto sta che all’indomani dal forte nubifragio che si è abbattuto su Partinico residenti e operatori commerciali hanno iniziato a leccarsi le ferite per gli enormi danni provocati dalla pioggia torrenziale. Intere strade al buio, esercizi commerciali allagati a cui è saltato l’impianto elettrico, terreni coltivati a vigneto e uliveto sommersi, abitazioni e scantinati danneggiati dalle ondate di acqua. Ai cittadini, soprattutto, sembrano non essere andati giù i tempi di risposta con cui sono scattati gli interventi da parte del Comune.

“Non abbiamo visto nessuno venirci ad aiutare – ha commentato una commerciante di via Kennedy – senza nemmeno la Protezione civile a darci una mano per liberare le caditoie”. “Arrivano solo bollette da pagare ma di servizi non se ne vedono”, ha commentato un altro esercente della zona.

Secondo quanto sostengono gli uffici comunali le condotte fognarie non avrebbero retto ai 48 millimetri di acqua al secondo che per 15 minuti si sono incessantemente abbattuti sul territorio. I danni maggiori si sono verificati nelle solite zone a rischio: le vie Kennedy, Madonna del Ponte, Maggiore Guida, e Largo Ascone. Lì si sono vissuti momenti di vero e proprio panico, con i pompieri giunti sul posto che con le proprie pompe hanno aspirato quanta più acqua per evitare ulteriori allagamenti.

I rappresentanti locali di Rifondazione comunista hanno parlato di “danni gravissimi” causati dalla mancata manutenzione e pulizia delle caditoie. Critiche aggravate dal fatto che le scene vissute qualche giorno fa sono state le stesse del 2012, quando sono stati contati danni che hanno superato il milione di euro ad attività commerciali, imprese, abitazioni e strade. Allora il sindaco Salvo Lo Biundo chiese anche la dichiarazione dello stato di calamità naturale (senza però avere mai avuto seguito).
“La responsabilità è del Comune – hanno affermato i rappresentanti di Rc – perché non ha provveduto alla manutenzione delle cunette ostruite. Invitiamo i cittadini a preparare un’azione risarcitoria collettiva nei confronti dell’ente per i danni subiti”. Intanto, la comunità si prepara a un inverno che non fa presagire nulla di buono.


Dal Comune accuse contro l’Ato rifiuti

PARTINICO (PA) – “Chi ha lamentato il mancato intervento di Vigili urbani e Protezione civile, durante il nubifragio dei giorni scorsi, ha chiamato i vigili del fuoco e non la sala operativa della Protezione civile, gestita dal Corpo di Polizia municipale e dai volontari di Protezione civile”. Così ha risposto il comandante dei caschi bianchi, Giuseppe Russo.
“Abbiamo risposto – ha detto - a otto chiamate di intervento diretto a largo Ascone, via Pascal, via Avogadro, via Pina Suriano, Contrada Bisaccia, via Maggiore Guida, via Benevento e via Madonna del Ponte. Durante il nubifragio è scattato regolarmente il dispositivo operativo della Protezione civile a seguito della chiamata della Sala operativa di Palermo”.
Poi c’è la questione della pulizia delle caditoie. “Il nostro Ente – ha spiegato l’assessore alle Manutenzioni, Diego Campione - ha provveduto a ripulire le duecento caditoie di sua competenza, tanto che il presidente dei volontari di Protezione civile ha dichiarato che il deflusso dell’acqua nelle strade oggetto degli interventi del Comune è stato possibile proprio grazie alla pulizia affidata a una ditta esterna attraverso un bando di gara”.
“Ho già inviato all’Ato rifiuti – ha aggiunto l’assessore - una nota per chiedere spiegazioni sulla mancata pulizia di sua competenza, sollecitata già a settembre. Ho chiamato il commissario straordinario Maurizio Norrito per informarlo sul mancato rispetto della convenzione che conferisce all’Ato la responsabilità della pulizia delle caditoie nelle strade principali, mentre lascia all’ente comunale la pulizia dei tombini nelle strade secondarie”.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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